La domanda di petrolio nei Paesi in via di
sviluppo ha superato per la prima volta quella delle nazioni di lunga
industrializzazione. A rivelarlo è un rapporto dell’Agenzia
Internazionale dell’Energia (Iea).
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=46140
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
lunedì 9 settembre 2013
Il Potere senza volto: il Forum Ambrosetti
Proprio mentre impartiscono lezioni di democrazia al mondo intero, gli oligarchi travestiti da benefattori dell’umanità , sbarrano le porte ai comuni mortali per il The European House-Ambrosetti
svoltosi anche quest’anno nella Villa d’Este di Cernobbio, sul lago di
Como. Al tradizionale Forum economico internazionale, sotto la guida
del premier italiano Enrico Letta, si è parlato di finanza e di
mercati, di strategie e di possibili scenari politici nazionali ed
internazionali. Il “meeting” ideato da Alfredo Ambrosetti nel 1965 è
solo uno dei tanti circoli elitisti, a porte chiuse, “strettamente
riservati” ai destinatari, Presidenti e Amministratori Delegati dei
principali gruppi imprenditoriali, che con la democrazia e le sue
istituzioni “del popolo per il popolo elette dal popolo” – delle quali
gli stessi partecipanti si dicono portatori ed esportatori – c’entrano
ben poco.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=46137
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=46137
ROTHSCHILD La famiglia più potente del mondo
Seppur ebrei dichiarati (ma solo per secondi fini) sono i Guardiatesori
del Vaticano, la più importante carica che il Vaticano “dona” dato che
costoro controllano il tesoro del Vaticano dal 1823.
Hanno fondato il supermercato Esselunga tramite un loro uomo dal nome Rockefeller.
La moglie di uno di loro, Arielle, è il vice-presidente della organizzazione Francese umanitaria CARE e rappresenta il suo paese al consiglio di amministrazione di CARE International;
Il vino più costoso del mondo, lo Chateau Lafite, porta il nome Rothschild, così come altri vini pregiati: Champagne Brut, Bordeuax Mouton, e tanti altri.
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https://sites.google.com/site/lapazienzaefinita/i-rothschild
Hanno fondato il supermercato Esselunga tramite un loro uomo dal nome Rockefeller.
La moglie di uno di loro, Arielle, è il vice-presidente della organizzazione Francese umanitaria CARE e rappresenta il suo paese al consiglio di amministrazione di CARE International;
Il vino più costoso del mondo, lo Chateau Lafite, porta il nome Rothschild, così come altri vini pregiati: Champagne Brut, Bordeuax Mouton, e tanti altri.
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https://sites.google.com/site/lapazienzaefinita/i-rothschild
Un'altra crisi finanziaria incombe se i paesi ricchi non si liberano dalla dipendenza da iniezioni di liquiditÃ
Il prof. Ha-Joon Chan dalle colonne del Guardian avverte: le continue iniezioni di liquidità tramite quantitative easing da parte delle Banche Centrali (anche la BCE lo pratica da un paio d'anni, ricordiamolo)
placano temporaneamente la situazione finanziaria gettando però le basi
per l'instabilità globale. È necessario un cambio di strategia: servono
politiche fiscali espansive, spesa e investimenti pubblici. Purtroppo
mancano ancora le forze politiche che spingano in questo senso.
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http://www.vocidallestero.blogspot.it/2013/09/unaltra-crisi-finanziaria-incombe-se-i.html#more
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domenica 8 settembre 2013
Furto d’informazione e crisi economica
Luciano Gallino, Giorgio Lunghini, Guido Rossi ed altri hanno recentemente scritto una lettera
in cui denunciano quella che è, a loro avviso, una gravissima
distorsione della realtà da parte dei principali media di questo paese: “La
politica è scontro d’interessi, e la gestione di questa crisi economica
e sociale non fa eccezione. Ma una particolarità c’è, e configura, a
nostro avviso, una grave lesione della democrazia.
Il modo in cui si parla della crisi costituisce una sistematica
deformazione della realtà e un’intollerabile sottrazione di informazioni
a danno dell’opinione pubblica. Le scelte delle autorità comunitarie e
dei governi europei, all’origine di un attacco alle condizioni di vita e
di lavoro e ai diritti sociali delle popolazioni che non ha precedenti
nel secondo dopoguerra, vengono rappresentate … come comportamenti
obbligati … immediatamente determinati da una crisi a sua volta
raffigurata come conseguenza dell’eccessiva generosità dei livelli
retributivi e dei sistemi pubblici di welfare. Viene nascosto
all’opinione pubblica che, lungi dall’essere un’evidenza, tale
rappresentazione riflette un punto di vista ben definito (quello della teoria economica neoliberale), oggetto di severe critiche da parte di economisti non meno autorevoli dei suoi sostenitori.”
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http://www.syloslabini.info/online/furto-dinformazione-e-crisi-economica/
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http://www.syloslabini.info/online/furto-dinformazione-e-crisi-economica/
ADDIO BAIL OUT
La festa è finita. Grazie ad una convergenza di visione da parte dei
Ministri delle Finanze dei 27 membri dell'Unione Europea, adesso inizia
l'era del terrore per chi investe in titoli azionari di banche, per chi detiene obbligazioni bancarie
e soprattutto per chi detiene ingenti disponibilità in depositi
bancari. La decisione presa durante l'ultimo Ecofin ha una portata
epocale, il messaggio che si è voluto dare a mio modo di vedere è
lodevole: basta con il bail-out e via libera invece al bail-in, che
tradotto in lingua comprensibile significa basta con i salvataggi
bancari il cui onere viene scaricato indiscriminatamente sui
contribuenti: d'ora in avanti infatti a pagare per scongiurare che una banca fallisca
saranno prima gli azionisti, seguiti dagli obbligazionisti (con i vari
livelli di privilegio e garanzia) ed infine anche i depositanti,
chiunque essi siano, imprese ed aziende avvisate. Basta insomma con la
pacchia a cui ci hanno abituato in questi ultimi cinque anni per
cui le banche devono essere salvate ad ogni costo dalla fiscalitÃ
diffusa in quanto il costo di un mancato salvataggio impatterebbe molto
più pesantemente sull'economia dei costi richiesti ad un paese per il
salvataggio in questione. Su questo Lehman docet: alla fine la lezione
l'hanno capita a distanza di un lustro.
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http://www.eugeniobenetazzo.com/addio-bail-out.htm
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http://www.eugeniobenetazzo.com/addio-bail-out.htm
La Tav su un binario morto
Scomparsa dall'elenco delle opere del fare del
governo, anche a livello europeo del Corridoio 5 resta poco più di
un'idea. Una riflessione a partire dal libro "Binario morto"
Fatti diversi hanno interessato nel mese di giugno il
mondo dei treni ad Alta velocità /Alta capacità . C’è stata
l’inaugurazione della stazione AV/AC di Reggio Emilia, un fantastico e
avveniristico progetto realizzato da Santiago Calatrava, maestro
architetto di Spagna, in piena campagna. Il secondo fatto è che il 9
giugno, giorno inaugurale, non c’erano collegamenti con la città ; sopra
la stazione, un capolavoro lungo 483 metri, pioveva e pioveva anche
dentro. Un altro fatto, semipolitico questo, è stato l’elenco delle
opere del fare, preparato dal governo italiano. Esso non comprendeva tra
le 12 grandi opere indicate per il quadriennio 13-17 – e dunque
escludeva – la tratta Torino Lione del funambolico Corridoio 5. Il
principio di realtà applicato ai programmi di governo?Sul Corridoio 5 è uscito mesi fa un libro, “Binario morto”, edizioni chiarelettere, che tratta del viaggio dei due autori, Luca Rastello e Andrea De Benedetti, da Lisbona a Kiev e dintorni “Alla scoperta del corridoio 5 e dell’alta velocità che non c’è”. Il tracciato del Corridoio che gli autori hanno percorso è poco più di una linea immaginaria sulla carta geografica dell’Europa.
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http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/italie/La-Tav-su-un-binario-morto-19095
A welfare e occupazione, i fondi degli F35
Con i 14 miliardi che servono all'acquisto e allo
sviluppo dei cacciabombardieri si potrebbe fare fronte alle emergenze
del paese. A partire da quelle legate a welfare e occupazione
La domanda è molto semplice: gli F-35 sono una
priorità per il paese? C’è qualcuno dei deputati del centro-sinistra in
Parlamento che lo pensa davvero? O che pensa che confermare la
partecipazione italiana al programma di acquisto di 90 cacciabombardieri
di attacco sia una scelta “popolare”? Non credo.Governare significa scegliere. Anche e soprattutto in tempi di forte crisi come questi. I 14 miliardi per l’acquisto e lo sviluppo dei cacciabombardieri (52 per l’intera gestione del programma, almeno secondo le stime della campagna “Taglia le ali alle armi”), potrebbero essere spesi molto meglio. Non tutte le decisioni sbagliate possono essere corrette, ma in questo caso si è in tempo a tornare indietro e lunedì prossimo si presenta un’occasione che non va persa. Inizierà infatti la discussione di una mozione firmata da 158 (centocinquantotto) deputati di Sel, M5S e PD che chiede al Governo la cancellazione della partecipazione italiana al programma. Se quella mozione venisse votata, il governo difficilmente potrebbe andare avanti sulla sua strada senza tenerne conto.
leggi tutto:
http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/alter/A-welfare-e-occupazione-i-fondi-degli-F35-19070
Che cosa succede in Brasile?
I brasiliani contestano ai poteri pubblici l’uso
distorto delle risorse finanziarie. L’investimento di decine di miliardi
di dollari per gli eventi sportivi dei prossimi anni stride con le
grandi necessità interne del paese
L’ondata di proteste che ha toccato il Brasile nelle
ultime settimane ha sorpreso praticamente tutti gli osservatori del
paese e gli stessi uomini politici e di governo. Se appare relativamente
agevole di frequente capire ex-post le ragioni delle turbolenze che si verificano in un qualche paese, è sempre difficile prevedere invece ex-ante che delle difficoltà note da tempo possano avere degli sbocchi turbolenti. In un articolo dedicato al Brasile e pubblicato il 13 maggio 2013 su questo stesso sito, avevamo del resto individuato con una certa precisione la maggior parte delle questioni che ora agitano una parte almeno dell’opinione pubblica brasiliana, ma non pensavamo certo che esse avrebbero portato alle scene che si trovano ora sotto i nostri occhi.
L’aumento relativamente moderato dei prezzi dei biglietti per il trasporto urbano in molte città del paese ha funzionato persino incredibilmente da detonatore in una situazione che presenta da tempo un quadro per alcuni aspetti difficile. Ma come diceva, mi sembra, Bertoldt Brecht tanti anni fa, la situazione in Egitto appare rivoluzionaria da 5.000 anni.
leggi tutto:
http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/globi/Che-cosa-succede-in-Brasile-19080
Cina, in arrivo la crisi fotocopia?
Politiche di indebitamento, soldi facili e un
mercato interbancario congelato. Aumentano i timori legati allo scoppio
di una bolla speculativa in Cina. Come successe negli Stati uniti, nel
2007
“La Cina spaventa in mercati”, “La Cina affonda le
Borse”. Notizie sempre più allarmanti, legate a un rallentamento della
produzione industriale del gigante asiatico. Ma perché un tale
rallentamento dovrebbe “affondare” le Borse di tutto il mondo? Sicuri
che per la finanza globale non ci siano motivazioni più profonde in
arrivo dal lontano oriente, e che giustificano le attuali
preoccupazioni?Nel 2001 scoppia negli Usa la bolla dei titoli delle imprese tecnologiche. Negli anni precedenti il valore delle società informatiche cresceva senza sosta, e più cresceva più risparmiatori vedevano la possibilità di realizzare alti profitti, e quindi compravano. L'aumento della domanda di titoli spingeva il prezzo verso l'alto, e l'aumento del prezzo sosteneva l'aumento della domanda. Una classica bolla finanziaria che si auto-alimenta. Nel 2001, con i prezzi enormemente sopravvalutati, qualcuno inizia a vendere e parte il processo inverso. Le vendite significano un aumento di offerta di titoli, il che fa scendere i prezzi, il che a sua volta porta altri risparmiatori a disfarsi dei titoli. Scoppia la bolla finanziaria, panico sui mercati ed effetto valanga tra vendite e crollo dei prezzi.
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http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/globi/Cina-in-arrivo-la-crisi-fotocopia-19098
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