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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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lunedì 9 settembre 2013

Petrolio, economie emergenti più assetate dei paesi industrializzati

La domanda di petrolio nei Paesi in via di sviluppo ha superato per la prima volta quella delle nazioni di lunga industrializzazione. A rivelarlo è un rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea).
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 http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=46140

Il Potere senza volto: il Forum Ambrosetti

Proprio mentre impartiscono lezioni di democrazia al mondo intero, gli oligarchi travestiti da benefattori dell’umanità, sbarrano le porte ai comuni mortali per il The European House-Ambrosetti svoltosi anche quest’anno nella Villa d’Este di Cernobbio, sul lago di Como. Al tradizionale Forum economico internazionale, sotto la guida del premier italiano Enrico Letta, si è parlato di finanza e di mercati, di strategie e di possibili scenari politici nazionali ed internazionali. Il “meeting” ideato da Alfredo Ambrosetti nel 1965 è solo uno dei tanti circoli elitisti, a porte chiuse, “strettamente riservati” ai destinatari, Presidenti e Amministratori Delegati dei principali gruppi imprenditoriali, che con la democrazia e le sue istituzioni “del popolo per il popolo elette dal popolo” – delle quali gli stessi partecipanti si dicono portatori ed esportatori – c’entrano ben poco.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=46137

ROTHSCHILD La famiglia più potente del mondo

Seppur ebrei dichiarati (ma solo per secondi fini) sono i Guardiatesori del Vaticano, la più importante carica che il Vaticano “dona” dato che costoro controllano il tesoro del Vaticano dal 1823.
Hanno fondato il supermercato Esselunga tramite un loro uomo dal nome Rockefeller.
La moglie di uno di loro, Arielle, è il vice-presidente della organizzazione Francese umanitaria CARE e rappresenta il suo paese al consiglio di amministrazione di CARE International;

Il vino più costoso del mondo, lo Chateau Lafite, porta il nome Rothschild, così come altri vini pregiati: Champagne Brut, Bordeuax Mouton, e tanti altri.
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 https://sites.google.com/site/lapazienzaefinita/i-rothschild

Un'altra crisi finanziaria incombe se i paesi ricchi non si liberano dalla dipendenza da iniezioni di liquidità

Il prof. Ha-Joon Chan dalle colonne del Guardian avverte: le continue iniezioni di liquidità tramite quantitative easing da parte delle Banche Centrali (anche la BCE lo pratica da un paio d'anni, ricordiamolo) placano temporaneamente la situazione finanziaria gettando però le basi per l'instabilità globale. È necessario un cambio di strategia: servono politiche fiscali espansive, spesa e investimenti pubblici. Purtroppo mancano ancora le forze politiche che spingano in questo senso.
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 http://www.vocidallestero.blogspot.it/2013/09/unaltra-crisi-finanziaria-incombe-se-i.html#more

domenica 8 settembre 2013

Furto d’informazione e crisi economica

Luciano Gallino, Giorgio Lunghini, Guido Rossi ed altri hanno recentemente scritto una lettera in cui denunciano quella che è, a loro avviso, una gravissima distorsione della realtà da parte dei principali media di questo paese: “La politica è scontro d’interessi, e la gestione di questa crisi economica e sociale non fa eccezione. Ma una particolarità c’è, e configura, a nostro avviso, una grave lesione della democrazia. Il modo in cui si parla della crisi costituisce una sistematica deformazione della realtà e un’intollerabile sottrazione di informazioni a danno dell’opinione pubblica. Le scelte delle autorità comunitarie e dei governi europei, all’origine di un attacco alle condizioni di vita e di lavoro e ai diritti sociali delle popolazioni che non ha precedenti nel secondo dopoguerra, vengono rappresentate … come comportamenti obbligati … immediatamente determinati da una crisi a sua volta raffigurata come conseguenza dell’eccessiva generosità dei livelli retributivi e dei sistemi pubblici di welfare. Viene nascosto all’opinione pubblica che, lungi dall’essere un’evidenza, tale rappresentazione riflette un punto di vista ben definito (quello della teoria economica neoliberale), oggetto di severe critiche da parte di economisti non meno autorevoli dei suoi sostenitori.”  
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 http://www.syloslabini.info/online/furto-dinformazione-e-crisi-economica/

ADDIO BAIL OUT

La festa è finita. Grazie ad una convergenza di visione da parte dei Ministri delle Finanze dei 27 membri dell'Unione Europea, adesso inizia l'era del terrore per chi investe in titoli azionari di banche, per chi detiene obbligazioni bancarie e soprattutto per chi detiene ingenti disponibilità in depositi bancari. La decisione presa durante l'ultimo Ecofin ha una portata epocale, il messaggio che si è voluto dare a mio modo di vedere è lodevole: basta con il bail-out e via libera invece al bail-in, che tradotto in lingua comprensibile significa basta con i salvataggi bancari il cui onere viene scaricato indiscriminatamente sui contribuenti: d'ora in avanti infatti a pagare per scongiurare che una banca fallisca saranno prima gli azionisti, seguiti dagli obbligazionisti (con i vari livelli di privilegio e garanzia) ed infine anche i depositanti, chiunque essi siano, imprese ed aziende avvisate. Basta insomma con la pacchia a cui ci hanno abituato in questi ultimi cinque anni per cui le banche devono essere salvate ad ogni costo dalla fiscalità diffusa in quanto il costo di un mancato salvataggio impatterebbe molto più pesantemente sull'economia dei costi richiesti ad un paese per il salvataggio in questione. Su questo Lehman docet: alla fine la lezione l'hanno capita a distanza di un lustro.
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http://www.eugeniobenetazzo.com/addio-bail-out.htm

La Tav su un binario morto

Scomparsa dall'elenco delle opere del fare del governo, anche a livello europeo del Corridoio 5 resta poco più di un'idea. Una riflessione a partire dal libro "Binario morto"
Fatti diversi hanno interessato nel mese di giugno il mondo dei treni ad Alta velocità/Alta capacità. C’è stata l’inaugurazione della stazione AV/AC di Reggio Emilia, un fantastico e avveniristico progetto realizzato da Santiago Calatrava, maestro architetto di Spagna, in piena campagna. Il secondo fatto è che il 9 giugno, giorno inaugurale, non c’erano collegamenti con la città; sopra la stazione, un capolavoro lungo 483 metri, pioveva e pioveva anche dentro. Un altro fatto, semipolitico questo, è stato l’elenco delle opere del fare, preparato dal governo italiano. Esso non comprendeva tra le 12 grandi opere indicate per il quadriennio 13-17 – e dunque escludeva – la tratta Torino Lione del funambolico Corridoio 5. Il principio di realtà applicato ai programmi di governo?
Sul Corridoio 5 è uscito mesi fa un libro, “Binario morto”, edizioni chiarelettere, che tratta del viaggio dei due autori, Luca Rastello e Andrea De Benedetti, da Lisbona a Kiev e dintorni “Alla scoperta del corridoio 5 e dell’alta velocità che non c’è”. Il tracciato del Corridoio che gli autori hanno percorso è poco più di una linea immaginaria sulla carta geografica dell’Europa. 
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http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/italie/La-Tav-su-un-binario-morto-19095

A welfare e occupazione, i fondi degli F35

Con i 14 miliardi che servono all'acquisto e allo sviluppo dei cacciabombardieri si potrebbe fare fronte alle emergenze del paese. A partire da quelle legate a welfare e occupazione
La domanda è molto semplice: gli F-35 sono una priorità per il paese? C’è qualcuno dei deputati del centro-sinistra in Parlamento che lo pensa davvero? O che pensa che confermare la partecipazione italiana al programma di acquisto di 90 cacciabombardieri di attacco sia una scelta “popolare”? Non credo.
Governare significa scegliere. Anche e soprattutto in tempi di forte crisi come questi. I 14 miliardi per l’acquisto e lo sviluppo dei cacciabombardieri (52 per l’intera gestione del programma, almeno secondo le stime della campagna “Taglia le ali alle armi”), potrebbero essere spesi molto meglio. Non tutte le decisioni sbagliate possono essere corrette, ma in questo caso si è in tempo a tornare indietro e lunedì prossimo si presenta un’occasione che non va persa. Inizierà infatti la discussione di una mozione firmata da 158 (centocinquantotto) deputati di Sel, M5S e PD che chiede al Governo la cancellazione della partecipazione italiana al programma. Se quella mozione venisse votata, il governo difficilmente potrebbe andare avanti sulla sua strada senza tenerne conto.
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 http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/alter/A-welfare-e-occupazione-i-fondi-degli-F35-19070

Che cosa succede in Brasile?

I brasiliani contestano ai poteri pubblici l’uso distorto delle risorse finanziarie. L’investimento di decine di miliardi di dollari per gli eventi sportivi dei prossimi anni stride con le grandi necessità interne del paese
L’ondata di proteste che ha toccato il Brasile nelle ultime settimane ha sorpreso praticamente tutti gli osservatori del paese e gli stessi uomini politici e di governo. Se appare relativamente agevole di frequente capire ex-post le ragioni delle turbolenze che si verificano in un qualche paese, è sempre difficile prevedere invece ex-ante che delle difficoltà note da tempo possano avere degli sbocchi turbolenti.
In un articolo dedicato al Brasile e pubblicato il 13 maggio 2013 su questo stesso sito, avevamo del resto individuato con una certa precisione la maggior parte delle questioni che ora agitano una parte almeno dell’opinione pubblica brasiliana, ma non pensavamo certo che esse avrebbero portato alle scene che si trovano ora sotto i nostri occhi.
L’aumento relativamente moderato dei prezzi dei biglietti per il trasporto urbano in molte città del paese ha funzionato persino incredibilmente da detonatore in una situazione che presenta da tempo un quadro per alcuni aspetti difficile. Ma come diceva, mi sembra, Bertoldt Brecht tanti anni fa, la situazione in Egitto appare rivoluzionaria da 5.000 anni. 
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 http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/globi/Che-cosa-succede-in-Brasile-19080

Cina, in arrivo la crisi fotocopia?

Politiche di indebitamento, soldi facili e un mercato interbancario congelato. Aumentano i timori legati allo scoppio di una bolla speculativa in Cina. Come successe negli Stati uniti, nel 2007
“La Cina spaventa in mercati”, “La Cina affonda le Borse”. Notizie sempre più allarmanti, legate a un rallentamento della produzione industriale del gigante asiatico. Ma perché un tale rallentamento dovrebbe “affondare” le Borse di tutto il mondo? Sicuri che per la finanza globale non ci siano motivazioni più profonde in arrivo dal lontano oriente, e che giustificano le attuali preoccupazioni?
Nel 2001 scoppia negli Usa la bolla dei titoli delle imprese tecnologiche. Negli anni precedenti il valore delle società informatiche cresceva senza sosta, e più cresceva più risparmiatori vedevano la possibilità di realizzare alti profitti, e quindi compravano. L'aumento della domanda di titoli spingeva il prezzo verso l'alto, e l'aumento del prezzo sosteneva l'aumento della domanda. Una classica bolla finanziaria che si auto-alimenta. Nel 2001, con i prezzi enormemente sopravvalutati, qualcuno inizia a vendere e parte il processo inverso. Le vendite significano un aumento di offerta di titoli, il che fa scendere i prezzi, il che a sua volta porta altri risparmiatori a disfarsi dei titoli. Scoppia la bolla finanziaria, panico sui mercati ed effetto valanga tra vendite e crollo dei prezzi.
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http://sbilanciamoci.gag.it/Sezioni/globi/Cina-in-arrivo-la-crisi-fotocopia-19098