Davanti a una paralisi di questa portata, emerge un dato allarmante: la quasi totale invisibilità e il silenzio complice delle TV nazionali, che relegano le proteste nei trafiletti della viabilità o nei minuti finali dei telegiornali. Si tratta di una scelta editoriale e politica ben precisa. I telegiornali mainstream scelgono di concentrare le telecamere esclusivamente sulla "spettacolarità visiva" degli scontri urbani o sugli atti di guerriglia isolati di Torino o Roma.😡
L'obiettivo è evidente: ridurre una mobilitazione di massa a mero problema di ordine pubblico o a "disagi al traffico", nascondendo la natura pacifica, costruttiva e trasversale delle piazze. Censurando la solidarietà e l'unione tra i camionisti del Sud, i comitati antimilitaristi isolani e gli studenti delle università, il sistema informativo tenta di disautorare l'importanza di una presa di coscienza popolare che sta unendo l'Italia sotto le stesse rivendicazioni concrete.👍Mentre i cittadini affrontano quotidianamente i morsi di un’inflazione implacabile, i rincari energetici e il declino della sanità, la classe dirigente si muove in una bolla di totale sicurezza economica e materiale, al riparo da ogni disagio o perdita di potere d'acquisto.😡
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