NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
mercoledì 21 ottobre 2026
Perché la CRISI VOLKSWAGEN può TRASCINARE con sè L'INDUSTRIA ITALIANA 🤔
Volkswagen sta attraversando la crisi più grave della sua storia. Il gruppo taglierà 100 mila posti di lavoro in tre anni, chiuderà fabbriche storiche in Germania, dimezzerà i modelli in produzione e metterà in vendita marchi come Ducati. È uno dei tagli del personale più grandi mai visti nel settore automotive. Eppure nel 2019 tutto sembrava pronto per una nuova fase di crescita. Dopo il Dieselgate il gruppo era tornato a correre, e il CEO Herbert Diess aveva costruito il futuro dell’azienda su tre pilastri: il mercato cinese, il vantaggio nell’elettrico e l’energia a basso costo. Su queste certezze Volkswagen ha assunto, investito e si è indebitata per oltre 250 miliardi di euro. Poi i pilastri sono crollati, uno dopo l’altro. Sono arrivate la concorrenza cinese guidata da BYD, il disastro del software CARIAD, la guerra in Ucraina con la crisi energetica e infine i dazi di Trump. In questo video vediamo come il colosso tedesco è arrivato fin qui e cosa sta succedendo in Germania. Spieghiamo anche perché la crisi di Volkswagen riguarda da vicino l’Italia, dalle migliaia di fornitori del Nord alla Motor Valley di Ducati e Lamborghini
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