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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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martedì 10 settembre 2013

Ritornare all’agricoltura contadina, intervista a Massimo Angelini

“Se vuoi cercare le verdure, la frutta e i grani di una volta […], lascia da parte internet, dimentica il telefono, non ti curare di cosa se ne dice o se ne legge. Se li vuoi cercare, bisogna che ti muovi a piedi, paese per paese, cascina per cascina; e non ti scoraggiare quando ti dicono che sono scomparsi: qualche volta sono solo 'invisibili' allo sguardo e alla memoria. Ci vuole pazienza, gusto per l’ascolto e rispetto perché chi è anziano, se ancora li conserva, accetti di mostrarteli o di mostrarne la semenza”. 
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 http://www.ilcambiamento.it/recensioni/ritornare_agricoltura_contadina_intervista_massimo_angelini.html

“Gli esseri umani tornino a essere il fine”. Intervista a Maurizio Pallante

Ho incontrato Maurizio Pallante a Fosdinovo durante una delle sue conferenze di divulgazione della Decrescita Felice. Instancabile, preciso, chiaro. Abbiamo fatto due chiacchiere e deciso di costruire quest’intervista insieme; cercando di non partire, come al solito, dall’inizio ma di approfondire alcune tematiche care a tutti e due.
Maurizio, ci sono segnali e si alzano voci, da varie parti, che dicono che l’attuale sistema economico ed energetico sia vicino a un punto di rottura, tu cosa ne pensi?
Preferisco riportare alcuni dati:
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 http://www.ilcambiamento.it/decrescita_felice/esseri_umani_fine_economia_mezzo_intervista_maurizio_pallante.html

“Una pillola per curare la timidezza” così funziona la fabbrica delle malattie

Cos’è la timidezza? Una malattia o un normale aspetto del carattere di una persona? Il sesto mercato mondiale per consumo di farmaci, quello italiano, si alimenta anche di ambiguità. E si finisce a curare tratti della personalità e fasi fisiologiche della vita, come appunto la timidezza, il lutto, la gravidanza o la menopausa.
Tutti “problemi” a cui sono state dedicate intense giornate di sensibilizzazione. Che, dati alla mano, hanno portato all’aumento di psicofarmaci ed esami medici. E lo stesso effetto hanno i ritocchi al ribasso dei fattori di rischio, o le operazioni di maquillage su vecchi principi attivi: prassi che escono dalla catena di montaggio della fabbrica delle malattie.
In media un italiano si porta a casa 28 confezioni di farmaci all’anno. Dal 2005 a oggi il consumo di medicinali è cresciuto del 20 per cento e la spesa farmaceutica delle Asl nello stesso periodo è aumentata anche di più, cioè del 33 per cento (sul dato pesano i farmaci ospedalieri). È così che l’Italia, con un esborso pubblico e privato di 27 miliardi di euro all’anno, si piazza al sesto posto nel mondo per consumo di pillole, fiale, sciroppi e quant’altro, secondo l’ultima analisi di settore fatta da Federfarma. Anche prima del Brasile, che però ha 193 milioni di abitanti. O della Gran Bretagna, che ne ha 64 milioni.
Perché? Siamo forse un popolo più malato degli altri? No, siamo vittima più di altri del disease mongering, cioè della commercializzazione delle malattie. Ci fanno sentire tutti malati. E dunque, bisognosi della pillola giusta.

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 http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/39-salute-a-politiche-sanitarie/48245-2013-09-09-07-56-12.html

Se la grande industria diventa piccola

Bisognerà infine prenderne atto. Così come la democrazia non si esporta con la guerra, neanche il modello della grande impresa capitalistica attecchisce facilmente in una nazione come l' Italia: disarticolata nelle sue centinaia di campanili, sotto i quali la piccola impresa ha dato luogo alla fusione, nel benee nel male, fra economiae famiglia. Talvolta con le virtù della cooperazione ma altrove con i vizi dei clan. Sviluppandosi col talento creativo delle arti e dei mestieri, ma sempre con la tentazione della chiusura protezionistica. Marxisti e capitalisti confidavano di risolvere nella forma superiore della grande impresa tale caratteristica molecolare, indicata come una tara di arretratezza sociale. Ma il panorama desolante delle fabbriche che chiudono scompagina il loro schema: davvero non esiste un futuro italiano pensabile senza imprese con migliaia di dipendenti? Basta uno sguardo d' insieme sui registri delle Camere di Commercio per mettersi alle spalle la controversia che divide gli economisti e i sociologi fin da quando, alla fine degli anni Ottanta, Giuseppe De Rita lanciò la provocazione del "piccolo è bello". Alla quale gli industrialisti replicarono osservando che la seconda economia manifatturiera d' Europa non può certo reggersi senza uno scheletro di grandi industrie, pena ritrovarsi afflosciata su se stessa.
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 http://ricerca.gelocal.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/09/09/se-la-grande-industria-diventa-piccola.html

La crisi della banca e la" chiusura= "" della="

CARA Repubblica, gli eventi relativi al "caso Carige" descritti in questi giorni sulla stampa mi portano a riflettere su quanto tali eventi ci dicano sulla chiusura sociale esistente in Italia e in particolare nella nostra regione. A quanto si legge, infatti, Carige (al parie forse peggio di altre banche) non lesinava il credito a soggetti e società variamente collegate, spesso attraverso vincoli di parentela, alle stesse persone che decidevano o vigilavano sulle decisioni, dimenticandosi di chiedere le adeguate garanzie, di riscuotere i dovuti interessi, insomma di svolgere le elementari attività che ci si aspetta faccia una banca.
Tutto questo mentre migliaia di giovani si vedevano rifiutare i mutui per carenza di garanzie (oppure li avevano a tassi di interesse elevati) e migliaia di aziende o piccoli imprenditori erano costretti alla chiusura per l'impossibilità di rientrare nei termini imposti dalla banca nei limiti dell'indebitamento concesso.
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http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/09/09/la-crisi-della-banca-la.html?rss

FEDERAL RESERVE …LA NEMESI CONTINUA!

Come ho scritto nel mio libro … ma la storia dice e soprattutto il Duca di St. SImon ministro delle finanze ai tempi della crisi del Mississippi, il duca di Noailles osservò con estrema lucidità che una banca che emette moneta cartacea può essere tentata di farlo al di là delle sue riserve in metallo prezioso e questa tentazione era più probabile in una monarchia assoluta come quella francese, soggetta alle necessità di guerre mal condotte.
Da tempo circola negli ambienti che contano, la notizia che ormai è il dado è tratto, il prossimo governatore della Federal reserve che sostituirà, Bernanke, sarà Larry Summers, ex segretario al tesoro dell’ era Clinton e ex capo consigliere economico di Obama, uno dei padri della devastante deregulation che ha distrutto il sistema finanziario mondiale, uno dei cavalli di Troia di Wall Street.
Se Obama sceglierà Summers per i prossimi quattro anni, avremo la conferma definitiva che la nemesi continua e questa volta non ci sarà scampo. Al di là delle motivazioni politiche, Summers conosce bene Wall Street, sembra che nel mondo della finanza si provi gusto ad affidare a dei falliti compiti fondamentali e il nostro principio di Peter si evolve…
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 http://icebergfinanza.finanza.com/2013/08/30/federal-reserve-la-nemesi-continua/

RINAZIONALIZZARE LE PENSIONI CONVIENE


Non c'è due senza tre. Dopo Argentina e Ungheria anche la Polonia governata da un liberista ha rinazionalizzato il sistema pensionistico.

Il governo di Varsavia ha obbligato i fondi pensione a trasferire forzatamente gli investimenti in titoli di stato del valore di 37 miliardi di dollari nelle mani del Tesoro, diminuendo di botto il debito pubblico di un valore pari all'8% del Pil. Con la debacle del sistema cileno di qualche anno fa - che però è una storia un po' diversa - la disfatta dell'offensiva contro la previdenza pubblica guidata una ventina d'anni fa dalla World Bank è completa. E pour cause.

Quello che i primi tre paesi fecero fu semplicemente trasferire la gestione del sistema pensionistico pubblico ai privati sicché, mentre il sistema restava fondamentalmente il medesimo, i costi di gestione si accrescevano per la minore efficienza della gestione privata e dei profitti che questa intende lucrare. Per capire facciamo un passo indietro. Semplicissimo.

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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12307

L’IMPERATORE (DELLA FARSA) È NUDO

Non c’è niente di tragico nella Presidenza di B. Obama, capace di attrarre i talenti analitici di un neo-Plutarco o di un neo-Gibbon. Questa Presidenza è più una farsa pirandelliana, del tipo “Personaggio in Cerca di Autore”.

I candidati ad essere l’Autore sono ben noti - dalla lobby ebraica alla Casa di Saud, da una ristretta cerchia di industriali bellici ad una élite ancora più ristretta dell’alta finanza, gli unici e soli Padroni del Mondo. Il povero Barack è solo un numero, un funzionario dell’Impero, il cui repertorio decisionale non arriva neanche a stabilire in che modo sorridere ai fotografi. 

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 http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12305

lunedì 9 settembre 2013

UN SISTEMA PER SALVARE IL MONDO COME PIACE AI BANCHIERI. ADESSO TOCCA ALLA SIRIA !

"I poteri del capitalismo finanziario avevano un obiettivo più ampio, niente meno che la creazione di un sistema globale di controllo finanziario in mani private, in grado di dominare il sistema politico di ciascuna nazione e l’economia mondiale nel suo complesso."
Prof. Caroll Quigley, Georgetown University
"Tragedy and Hope" (1966) 

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 http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12298

Sul concetto di tradizione


Il pensiero tradizionalista colloca l’epoca d’oro dell’umanità ai primordi della sua storia.
Quell’epoca che si perde nella notte dei tempi è rimasta nella memoria ancestrale come mito del Paradiso Terrestre, presente in forme differenziate in tutte le culture antiche, a testimonianza di una Dottrina e di una Conoscenza comuni, pur nelle differenti manifestazioni legate a climi e razze diverse.
La storia successiva è la storia di una progressiva decadenza da quella perfezione originaria, di comunità centrate su un Asse che proiettava verso l’alto, comunità in cui il terreno si fondeva col sacro in una visione in cui tutto era simbolo che alludeva a una realtà superiore e in cui i governanti erano anche sacerdoti e i guerrieri avevano il còmpito di ristabilire un Ordine provvisoriamente alterato.
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