la festa è finita,rimbocchiamoci le maniche.
Supponiamo che io disponga di una certa cifra X, ed intenda entrare nel
mondo degli affari per rendere produttivo il mio capitale e ricavarne
profitti. Come primo atto, commissionerò ad una agenzia specializzata
“un’indagine di mercato”, che mi soddisfi l’esigenza di capire verso
quali beni la domanda della massa è orientata.
A questo punto deciderò quale bene produrre, in base ad una
semplificazione che tiene conto dei costi di produzione e distribuzione,
e di alcune caratteristiche in linea con le mie competenze e visione
delle cose.
Quantificando in 100 il mio capitale da investire, ne destinerò una
quota (1%) per i costi relativi alla produzione del bene, mentre le 99
restanti (quasi l’intera somma), le disporrò per una massiccia campagna
pubblicitaria a tambur battente capitanata da un accattivante slogan che
miri dritto al cervello del branco di allocchi.
In questo modo, creo un bisogno che non esiste, o meglio che non
esisteva, in ragione di un condizionamento indotto da un’opera di
suggestione subliminale e di persuasione forzata. Un gioco da ragazzi!!
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