STUPIDA RAZZA

martedì 26 febbraio 2013

Breve storia del potere bancario nel mondo…

All’inizio fu la “nota di banco”. Eravamo nell’alto Medio Evo. Tu depositavi le tue monete  d’oro, ma anche collane ciondoli e anelli confezionati col prezioso metallo, e l’orefice – sì, proprio l’orefice – ti consegnava una ricevuta del valore preso in custodia: la “nota di banco”, appunto. Non fu una cattiva idea: gli scambi con la moneta aurea rendevano difficile le transazioni sul mercato, considerato che praticamente ogni città ne possedeva una diversa. La “nota di banco”, invece, snellì le procedure facilitando il commercio e lo sviluppo delle imprese. E la cosa funzionò. Funzionò fino a che l’orefice – sì, sempre l’orefice – non si accorse che il proprietario dell’oro che gli era stato consegnato non ci pensava proprio a richiederlo, felice com’era delle nuove soluzioni che la “nota di banco” gli offriva. A quel punto – sempre all’orefice – venne in mente un’idea geniale, a suo modo: visto che nessuno gli chiedeva la restituzione dell’oro preso in custodia, sulla garanzia della copertura aurea poteva prestare “note di banco” a terzi in cambio della restituzione con gli interessi. Fu il germoglio della banca moderna, come noi la conosciamo oggi: ti presto quello che non è mio, e tu mi paghi in una misura equa il servizio che ti rendo.
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