«La nostra idea fissa della crescita economica e il sistema di valori
ad essa sotteso hanno creato un ambiente fisico e mentale in cui la
vita è diventata estremamente malsana». Eppure, prosegue Fritjof Capra,
nemmeno l'idea opposta, quella di decrescita sembra in grado di
accompagnarci verso quel «salto di paradigma» che l'odierno contesto di
recessione globale rende non solo auspicabile, ma necessario.
L'economia, osserva Capra, è solo un aspetto di un tessuto ecologico e
sociale complessivo nel quale si sta facendo largo una nuova visione
d'insieme che, a dispetto di cifre, rating e disavanzi di bilancio,
oppone una «qualitative growth» - una crescita qualitativa - ai troppi
numeri che «vorrebbero imbrigliare la vita» in schemi e grafici. Fisico
teorico, studioso di teoria della complessità, Capra è fortemente
critico nei confronti di ogni "parcellizzazione" e "settorializzazione"
del sapere.
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