Il fenomeno dell’immigrazione rappresenta
forse la sfida più ardua per la società contemporanea. Secoli di
colonizzazioni e successive decolonizzazioni, che in realtà si sono
concretizzate in diverse ma non meno aggressive forme di dominio
territoriale, hanno reso il continente africano un campo di battaglia
senza tregua. L’alternarsi di regimi dittatoriali e di pseudo democrazie
imposte dai vertici delle organizzazioni internazionali e
dall’Occidente, non hanno fatto che peggiorare una situazione già
abbastanza complicata a causa di lotte fratricide, di persecuzioni
religiose e dello strapotere dei così detti Signori della Guerra, armati
guarda caso proprio dalle democrazie occidentali.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49618
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
giovedì 23 ottobre 2014
Colpa nostra
Perché i responsabili non sono né i sindaci, né il governo, né il Servizio metereologico, né la Protezione civile. Responsabili siamo noi tutti, vittime comprese,
che abbiamo accettato e accettiamo senza fiatare, senza un guaito,
anzi cercando ciascuno di trarne la propria piccola o grande
convenienza, un modello di sviluppo demenziale che non poteva portare che al dissesto idrogeologico.
Genova. Parma. Grosseto. Trieste. L'Italia cade in pezzi. Ogni autunno, ma ormai anche in altre stagioni, ci sono alluvioni del tipo di quelle cui stiamo assistendo in questi giorni. E ogni volta si grida allo scandalo e si additano al ludibrio delle genti i responsabili che possono essere, a piacere, il sindaco, il governo, la burocrazia, il Servizio meteorologico che ha sbagliato le previsioni, la Protezione civile che non è intervenuta in tempo e con mezzi adeguati. Ogni volta questa o quella Procura apre un fascicolo contro ignoti per 'disastro colposo'. E proprio in questo termine, 'ignoti', sta la chiave dell'intera faccenda.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49608
Genova. Parma. Grosseto. Trieste. L'Italia cade in pezzi. Ogni autunno, ma ormai anche in altre stagioni, ci sono alluvioni del tipo di quelle cui stiamo assistendo in questi giorni. E ogni volta si grida allo scandalo e si additano al ludibrio delle genti i responsabili che possono essere, a piacere, il sindaco, il governo, la burocrazia, il Servizio meteorologico che ha sbagliato le previsioni, la Protezione civile che non è intervenuta in tempo e con mezzi adeguati. Ogni volta questa o quella Procura apre un fascicolo contro ignoti per 'disastro colposo'. E proprio in questo termine, 'ignoti', sta la chiave dell'intera faccenda.
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La piazza contro la Leopolda, farsa del 25 ottobre
mi raccomando,prendetevi una feria per andare a farvi prendere per il culo.
Giocare al
poliziotto buono e a quello cattivo, fingere una competizione che non
c’è, simulare improbabili opposizioni, politiche e sindacali,
contrastare il capoccia per poi sostenerlo in parlamento e chiamarlo
“il mio segretario” davanti ai microfoni, come fa Bersani con Renzi. Il
pd, con la cgil e la fiom che gli reggono il sacco, è abilissimo in
questi giochetti, è bravissimo nell’inscenare farse come “la piazza
contro la Leopolda”, o anche “la sinistra contro i renziani” di turno.
Parte
la cgil con una manifestazione pacifica e palesemente inutile, da
incontro in piazza nel week-end, e l’”opposizione” interna piddina ne
approfitta. Evidente che dietro c’è un copione da seguire, ma senza
spaccare il pd e far cadere il governo … che è comunque il loro
governo, benedetto e sostenuto dalla troika almeno per il momento.
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mercoledì 22 ottobre 2014
Il populismo come punto di congiunzione
condivido in pieno,l'unione fa la forza.
Beppe Grillo è stato il primo tramite il suo Blog (fonte d’informazione e di formazione della comunità pentastellata) a portare al centro del dibattito politico e culturale “mainstream” quei temi sacrosanti ma oscurati per decenni dall’apparato mediatico-giornalistico. Questo è il suo grande merito. Ma se prima era la Lega Nord ad inseguire il Movimento 5 Stelle su alcune tematiche (quelle economiche ed europee in primis) adesso il rapporto di forza sembra essersi invertito (seppur le percentuali di votanti dicono il contrario). Nessuno saprà mai se Beppe Grillo con i numeri stratosferici che aveva un anno fa abbia avuto paura di andare fino e in fondo e vincere oppure se Gianroberto Casaleggio si fosse accontentato di una rivoluzione, diremo, “scolorata” (la progressione elettorale del M5S non possiede le caratteristiche delle rivoluzioni colorate tradizionali e d’importazione) funzionale ad una chirurgica operazione di marketing. Di fatto gli errori strategici hanno portato Beppe Grillo ad inseguire Matteo Salvini.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49612
Beppe Grillo è stato il primo tramite il suo Blog (fonte d’informazione e di formazione della comunità pentastellata) a portare al centro del dibattito politico e culturale “mainstream” quei temi sacrosanti ma oscurati per decenni dall’apparato mediatico-giornalistico. Questo è il suo grande merito. Ma se prima era la Lega Nord ad inseguire il Movimento 5 Stelle su alcune tematiche (quelle economiche ed europee in primis) adesso il rapporto di forza sembra essersi invertito (seppur le percentuali di votanti dicono il contrario). Nessuno saprà mai se Beppe Grillo con i numeri stratosferici che aveva un anno fa abbia avuto paura di andare fino e in fondo e vincere oppure se Gianroberto Casaleggio si fosse accontentato di una rivoluzione, diremo, “scolorata” (la progressione elettorale del M5S non possiede le caratteristiche delle rivoluzioni colorate tradizionali e d’importazione) funzionale ad una chirurgica operazione di marketing. Di fatto gli errori strategici hanno portato Beppe Grillo ad inseguire Matteo Salvini.
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La rabbia di un italiano che non vuole morire di euro
Venerdì sera, in occasione
dell’assemblea della Camera di Commercio del Canton Ticino ho
intervistato pubblicamente Alberto Bagnai. Tema, ovviamente, l’euro.
Bagnai in gran forma. A giorni verosimilmente riuscirò anche a
pubblicare il video dell’intervista. Nel frattempo ecco la cronaca del Corriere del Ticino, il post di Bagnai su goofynomics. E qualche citazione:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49601
Bagnai ha ricordato l’evoluzione dello spread dei titoli pubblici italiani contro quelli tedeschi: in realtà non sono state l’uscita di scena di Berlusconi o le riforme attuate da Monti e dai Governi successivi a farlo scendere, ma la fatidica affermazione di Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, di «essere pronto a far tutto il necessario in favore dell’euro».leggi tutto:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49601
Poveri, profughi economici e vittime dei massacri sociali, ossia il progetto europeo
“Il
numero di persone a rischio di povertà potrebbe rimanere nel 2020
vicino a 100 milioni. E’ uno scandalo per l’Unione Europea che è la
prima potenza economica del mondo. Accettare questo è inconcepibile“.
Lo ha detto Laura Boldrini, presidente della Camera nell’intervento
alla Conferenza sulla Carta Sociale Europea. (ANSA – Torino, 18
ottobre, ore 13:34)
In prima battuta,
prima di entrare nel merito della questione, si potrebbe ben dire “da
che pulpito viene la predica”! Trattandosi della Boldrini, che
rappresenta le istituzioni di un paese asservito alla troika, la
denuncia suona di moneta falsa, ha un che d’ipocrita ed è assolutamente
manierista. Infatti, Boldini è un prodotto della sinistra più moderna,
infame e mercenaria, che per sopravvivere ai grandi cambiamenti
dell’ultimo ventennio si è messa al servizio delle élite
neocapitaliste. Di tanto in tanto, ne denuncia i crimini guardandosi
bene, però, dall’indicare i colpevoli. Se l’unione europoide, con le
sue politiche economiche improntate all’assoluto rigore, è responsabile
di questa grande ondata di povertà nel vecchio continente, la Boldrini
dovrebbe essergli ferocemente avversa. Eppure le cose non stanno in
questi termini, perché l’”europeismo” invasivo della sinistra,
adoratrice del feticcio sopranazionale, riemerge sempre e così la
devozione nei confronti dei padroni e della loro unione
finanziaria-elitista.
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Delfina, Totò e i robot al posto degli uomini
Caro Totò,
sul
Fatto quotidiano on line del 6 ottobre è stato pubblicato un
trafiletto che riportava un intervento del capo del personale della
Volkswagen, Horst Neumann, sul giornale tedesco Sueddeutsche Zeitung, a
cui non è stato dato molto risalto dalla stampa italiana, anche se, a
mio parere, spiega le cause della crisi in modo chiarissimo e non
paragonabile alle fumose analisi con cui cercano di rimbambirci gli
economisti italiani. Tipo questa dichiarazione rilasciata dal ministro
del Tesoro, Pier Carlo Padoan, lo scorso 24 settembre, al ritorno
dall’Australia, dove aveva partecipato al G20: «Per definizione una
crescita nominale così bassa, data da crescita reale negativa e
inflazione molto bassa, è un problema in più per la dinamica del
debito. Se la crescita nominale fosse più in linea con gli obiettivi
della Bce, l’Italia vivrebbe su un pilota automatico. Il nostro surplus
strutturale al netto degli interessi, più tassi d’interesse
ragionevolmente bassi sul debito e una crescita nominale superiore al 2
per cento, sommando un po’ di crescita reale e un po’ di inflazione,
darebbero risultati chiari: il debito sarebbe in calo a velocità più
che soddisfacente».
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Cavie da laboratorio
Ed
ecco che è bello pronto un pacchetto di misure che domani potrà
tornare buono per qualche altra categoria, magari i manifestanti nelle
piazze. Certo, solo quelli violenti e cattivi. Tipo, che so, i NO TAV.
Una bella pistola elettrica calmerà anche i loro bollenti spiriti.
Il c.d. “decreto stadi” è stato definitivamente approvato dal Parlamento, con la rapidità e la solerzia dovuta ad un problema di ordine pubblico così rilevante. In un Paese che conta circa 500 morti all’anno per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, è evidente che debba avere la priorità assoluta il fenomeno della violenza negli stadi, che di vittime ne ha causate meno di dieci (compresi gli omicidi commessi da poliziotti) negli ultimi 30 anni. Del resto la dittatura mediatica significa proprio che ciò che conta è solo quello che finisce nell’occhio della telecamera. La morte del povero Ciro Esposito indigna (giustamente), mille altre passano inosservate. Chi “regge” la telecamera, in definitiva, detta la priorità dell’agenda politica. Niente di sorprendente, la storia recente è piena di episodi ancora più significativi di questo meccanismo, vedasi da ultimo le vittime dell’ISIS a confronto con quelle di oltre dieci anni di stragi americane in Afghanistan.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49609
Il c.d. “decreto stadi” è stato definitivamente approvato dal Parlamento, con la rapidità e la solerzia dovuta ad un problema di ordine pubblico così rilevante. In un Paese che conta circa 500 morti all’anno per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, è evidente che debba avere la priorità assoluta il fenomeno della violenza negli stadi, che di vittime ne ha causate meno di dieci (compresi gli omicidi commessi da poliziotti) negli ultimi 30 anni. Del resto la dittatura mediatica significa proprio che ciò che conta è solo quello che finisce nell’occhio della telecamera. La morte del povero Ciro Esposito indigna (giustamente), mille altre passano inosservate. Chi “regge” la telecamera, in definitiva, detta la priorità dell’agenda politica. Niente di sorprendente, la storia recente è piena di episodi ancora più significativi di questo meccanismo, vedasi da ultimo le vittime dell’ISIS a confronto con quelle di oltre dieci anni di stragi americane in Afghanistan.
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Il malvagio piano di Putin. Come combattere contro l’impero globale
L’isteria infinita nel campo di patrioti
ostinati, occasionata dal rifiuto categorico del cessate il fuoco di
Minsk che vedono come abbandono della Novorossija e presa di una delle
torri del Cremlino dalla giunta di Kiev, sono emozioni che oscurano la
ragione ed impediscono la comprensione di alcuni aspetti assai
importanti dell’informazione, senza cui non si può concepire una visione
completa del confronto geopolitico.
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49611
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Come costruire in Italia una coalizione anti euro
L’attuale periodo può essere così
sintetizzato: “la casa brucia e non sto a vedere chi porta i secchi
d’acqua, ma che l’incendio venga spento!” Questa metafora, che calza
perfettamente con la tragica situazione in cui è precipitato il nostro
Paese, fa anche emergere che non c’è coesione fra le forze che
attualmente professano il ritorno alla completa Sovranità come l’unica
via percorribile per la salvezza dell’Italia. Sarebbe invece in questo
momento quanto mai opportuno e producente stringere alleanze funzionali,
mettendo da parte per una volta per tutte le divisioni e i contrasti
propri della dialettica politica in nome dell’interesse supremo
nazionale per la salvaguardia del bene comune. Che senso ha che partiti o
movimenti come la Lega, FdI-Alleanza Nazionale, M5S, frange di Forza
Italia, tanto per citare quelli con rappresentanza parlamentare,
conducano separatamente la loro battaglia per poi confrontarsi
singolarmente contro lo squadrone compatto e fedelmente supino agli
ordini della Troika?
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49613
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