Ed
ecco che è bello pronto un pacchetto di misure che domani potrà
tornare buono per qualche altra categoria, magari i manifestanti nelle
piazze. Certo, solo quelli violenti e cattivi. Tipo, che so, i NO TAV.
Una bella pistola elettrica calmerà anche i loro bollenti spiriti.
Il
c.d. “decreto stadi” è stato definitivamente approvato dal Parlamento,
con la rapidità e la solerzia dovuta ad un problema di ordine pubblico
così rilevante. In un Paese che conta circa 500 morti all’anno per
violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, è evidente che debba
avere la priorità assoluta il fenomeno della violenza negli stadi, che
di vittime ne ha causate meno di dieci (compresi gli omicidi commessi
da poliziotti) negli ultimi 30 anni. Del resto la dittatura mediatica
significa proprio che ciò che conta è solo quello che finisce nell’occhio della telecamera.
La morte del povero Ciro Esposito indigna (giustamente), mille altre
passano inosservate. Chi “regge” la telecamera, in definitiva, detta la
priorità dell’agenda politica. Niente di sorprendente, la storia
recente è piena di episodi ancora più significativi di questo
meccanismo, vedasi da ultimo le vittime dell’ISIS a confronto con
quelle di oltre dieci anni di stragi americane in Afghanistan.
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