La storia si ripete. A Cipro oggi, come in Grecia ieri. E ancora una
volta la Germania non brilla per lungimiranza. Anzi, il suo
comportamento è così prevedibile da risultare autolesionistico. Non
chiedete ai tedeschi di leggere tra le righe, non aspettatevi che
sappiano cogliere le sottigliezze – e dunque le perfidie e le ipocrisie –
dei grandi giochi geostrategici. Per un tedesco il mondo è bianco e
nero, i Buoni sono da una parte i Cattivi dall’altra. O meglio: il
criterio supremo a cui ispirarsi è il senso del peccato, meglio se
altrui. Da Bismark in avanti solo Cancellieri del calibro di Adenauer,
Schmidt e Kohl, forse proprio perché condizionati dal senso di colpa per
l’Olocausto, hanno dimostrato una sensibilità politica e un tempismo
raffinati.
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