STUPIDA RAZZA

venerdì 19 giugno 2020

Un potere ostile e “narcotico”

L’estensore di queste note ha fama di rompiscatole, ipercritico, bastian contrario, per quanto preferisca definirsi un ribelle alla Juenger, un anarca che “passa al bosco”, come il grande autore del Lavoratore e Sulle scogliere di marmo.  Talvolta, dinanzi agli spropositi cui assistiamo, la reazione è insieme di rabbia e dolore, come un cane a cui qualcuno abbia calpestato la coda. I cosiddetti buonisti, poi, riescono a scatenare in noi reazioni scomposte; mentono spudoratamente oppure hanno smesso di attivare il cervello. Nel tempo, il fastidio si è accentuato: troppi indifferenti, una maggioranza spaventosamente superficiale, narcotizzata, dimentica della dignità.
Ernst Juenger, nel Trattato del ribelle, stimava che solo il due per cento dell’umanità avesse la stoffa del ribelle. Più di recente, Giulietto Chiesa stimava che in Italia fosse rimasta una quantità irrisoria di persone capaci di pensiero critico. E’ proprio così e il 2020, l’anno del virus, lo dimostra. Il potere – non solo quello domestico, dell’Italietta periferica e provinciale – ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio di essere ostile, nemico del popolo, dei sudditi su cui regna. Chiuso in casa, obbligato alla mascherina, terrorizzato da mesi da messaggi e immagini durissime, l’italiano medio ha dimostrato di che pasta (frolla) è fatto. Obbedienza, cieca, pronta, assoluta, come nelle vecchie vignette sui comunisti di Giovannino Guareschi, a ogni diktat governativo – rivelato a reti unificate e diramato con atti amministrativi del capo del governo – nessun dubbio di fronte a un martellamento mediatico senza precedenti.
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