Ernst Juenger, nel Trattato del ribelle, stimava che solo il due per cento dell’umanità avesse la stoffa del ribelle. Più di recente, Giulietto Chiesa stimava che in Italia fosse rimasta una quantità irrisoria di persone capaci di pensiero critico. E’ proprio così e il 2020, l’anno del virus,
lo dimostra. Il potere – non solo quello domestico, dell’Italietta
periferica e provinciale – ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio
di essere ostile, nemico del popolo, dei sudditi su cui regna. Chiuso in
casa, obbligato alla mascherina, terrorizzato da mesi da messaggi e
immagini durissime, l’italiano medio ha dimostrato di che pasta (frolla)
è fatto. Obbedienza, cieca, pronta, assoluta, come nelle vecchie
vignette sui comunisti di Giovannino Guareschi,
a ogni diktat governativo – rivelato a reti unificate e diramato con
atti amministrativi del capo del governo – nessun dubbio di fronte a un
martellamento mediatico senza precedenti.
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