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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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lunedì 2 gennaio 2017

E' finito il 2016, l'anno del tramonto dei media tradizionali

E' finito il 2016, l'anno del tramonto dei media tradizionali

Il 2016 passerà alla storia come l'anno del definitivo tramonto del potere di influenza di stampa e tv. È rivelatrice la gaffe dell'inviata Rai Giovanna Botteri che, dopo la vittoria di Trump, si chiedeva quasi disperata: "che cosa succederà a noi giornalisti? Che cosa succederà alla stampa?". Nessuno dei principali 100 quotidiani americani ha fatto un endorsement a Trump. Appoggiando Hillary Clinton i media americani hanno perso la faccia e anche la credibilità.Hanno raccontato un'America che non esiste. Non hanno capito nulla!
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http://www.beppegrillo.it/2017/01/e_finito_il_2016_lanno_del_tramonto_dei_media_tradizionali.html

Le post-cazzate dei nuovi inquisitori

Le post-cazzate dei nuovi inquisitori

Il presidente dell'antitrust Pitruzzella ha rilasciato un'intervista al Financial Times, a metà strada tra il delirio d'onnipotenza e l'ignoranza completa di come funzioni il web, dicendo che "la post-verità in politica è uno dei catalizzatori del populismo e una minaccia alle nostre democrazie". E cosa è la post-verità si chiede una persona normale? "La post-verità è una definizione usata dai rosiconi che non sono entrati nel ventre della balena del web e quindi non riescono a interpretare i tempi. Parliamo di giornalisti le cui testate hanno avallato per anni bugie ed idiozie di ogni tipo. La post-verità semmai è quella costruita dai giornalisti. Chi vi ha aderito poi si è sorpreso per Grillo, per la Brexit, per la vittoria di Trump e per quella del no al referendum in Italia. Ci raccontano un mondo che non esiste più e chiamano post-verità quello reale." E' la definizione, che meriterebbe la Treccani, di Roberto D'Agostino.
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http://www.beppegrillo.it/2016/12/le_post-cazzate_dei_nuovi_inquisitori.html

Perché l’Occidente sta aiutando l’ISIS a diffondere l’isterismo post-attentato di Berlino

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Il Washington Post – insieme ad altri – si è gettato con slancio nella scia di un presunto attacco terroristico nella capitale tedesca prima che fosse stata diffusa alcuna prova e perfino prima che la polizia tedesca arrestasse un sospetto.
Un camion è piombato su un affollato mercatino di Natale, uccidendo 12 persone e ferendone molte altre in un attacco molto simile a quello di Nizza, in Francia, dove un camion ha falciato la folla uccidendo 86 persone e ferendone diverse centinaia.
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domenica 1 gennaio 2017

Turchia, ATTENZIONE, Cambio di Narrativa, I nemici non Sono i Curdi. Quindi chi sono?

turchia reina club babbo natale strage

Ho ascoltato con attenzione il messaggio televisivo (su Sky tradotto in Italiano) del presidente Erdogan dopo l’ennesimo massacro a Istambul, purtroppo in rete non ho trovato (ancora) traccia del testo integrale, ma vi assicuro che è un documento fondamentale.
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http://comedonchisciotte.org/turchia-attenzione-cambio-di-narrativa-i-nemici-non-sono-i-curdi-quindi-chi-sono/

Buon anno

airwars isis

Dal sito Airwars, apprendo alcuni dati interessanti sulla campagna di bombardamenti aerei contro il cosiddetto Stato Islamico.
La campagna è in corso da 872 giorni, sono stati buttati quasi 63.000 bombe e missili in oltre 17.000 azioni e si stimano almeno 2.000 civili uccisi. Delle vittime militari non ci viene detto nulla, anche se sarebbero quelle più utili per valutare l’efficacia della campagna.
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La sorpresa di Natale

shutterstock

Vi avevo promesso che per Natale non vi sareste annoiati! Con una mossa a sorpresa , la prima in 40 anni, gli USA hanno votato, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, contro i desideri ufficiali di Tel Aviv. Il miracolo per cui tanto avevano pregato gli amici della Palestina e  i progressisti di Israele – alla fine è successo. Questo è uno dei primi effetti benefici della vittoria di Donald Trump  – il lungo periodo di deferenza americana agli Ebrei è stato interrotto. Si, lo ha fatto l’amministrazione Obama  – ma non l’avrebbe fatto se il Presidente-eletto fosse stata la Clinton.
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2016: l’anno del trionfo russo

SOCHI, RUSSIA - SEPTEMBER 16: Russian President Vladimir Putin speaks during the Russian-Kazakh Interregional Cooperation Forum on September, 16 2015 in Sochi, Russia. Mr Putin said yesterday that it is impossible to defeat the ISIS without the support of the Syrian government and that Moscow has provided military assistance to President Bashar al-Assad's regime and will continue to do so. (Photo by Sasha Mordovets/Getty Images)

Proprio come certe carte geografiche europee mettono l’Europa al centro del mondo, molti commentatori occidentali guardano all’anno appena trascorso da una prospettiva centrata esclusivamente sugli USA o sull’Europa. E questo è più che giusto. Inoltre, sull’Impero Anglo-Sionista si sono abbattuti due grossi disastri, il Brexit e l’elezione di Donald Trump; di conseguenza, cose veramente interessanti di cui parlare ce ne sono veramente tante. Perciò, quello che vorrei fare oggi è guardare all’anno che sta finendo da un punto di vista russo. Quelle che elenco sono state le più grosse sfide che la Russia si è trovata a dover affrontare nel 2016.
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http://comedonchisciotte.org/2016-lanno-del-trionfo-russo/

2016: l’agonia dell’ordine mondiale “liberale”

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Il 2016 volge al termine e non ha disatteso le nostre previsioni: avevamo promesso un anno ad alta tensione e così è stato. Attentati terroristici, assalti speculativi, operazioni sporche dei servizi, putsch militari, consultazioni dagli esiti sorprendenti, lampi di guerra, hanno scandito i dodici mesi appena trascorsi: dopo averli esaminati uno per uno, è il momento di inquadrali in un’analisi complessiva. Nel corso del 2016 l’ordine mondiale “liberale”, uscito dall’ultima guerra e basato sull’egemonia angloamericana, è entrato ufficialmente in agonia, dopo un periodo di crisi iniziato con il crack di Lehman Brothers: la ribellione dell’elettorato all’agenda dell’élite, alias “il populismo”, e l’emergere di nuove potenze ordinatrici hanno decretato l’ingresso del sistema internazionale post-1945 nella fase terminale.
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Clinton vs Trump: globalizzazione vs protezionismo, guerra vs isolazionismo

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Incombono le presidenziali che decideranno chi, tra la democratica Hillary Clinton ed il repubblicano Donald Trump, siederà nello studio ovale per i prossimi quattro anni: per la prima volta da decenni, la diversità tra i due sfidanti è sostanziale. Hillary Clinton è la rappresentate di quell’establishment liberal e basato sull’asse finanziario Londra-New York, che dai tempi del presidente Woodrow Wilson è paladino dell’interventismo e della globalizzazione economica. Donald Trump, al contrario, appartiene a quel filone isolazionista che affiora come un fiume carsico nel partito repubblicano: la sua vittoria è l’ultima occasione per evitare che il confronto tra gli Stati Uniti e le potenze emergenti degeneri in un’escalation militare.
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La dichiarazione di Putin sull’espulsione di 35 diplomatici russi dagli Usa

obama putin white house photo

Consideriamo le recenti non amichevoli mosse intraprese dall’uscente amministrazione statunitense come una provocazione, che mira ad indebolire ulteriormente le relazioni tra Russia e Stati Uniti. Ciò in direzione opposta agli interessi fondamentali sia del popolo russo, sia di quello statunitense. Considerando le responsabilità riguardo la sicurezza internazionale che Russia e Stati Uniti detengono, questo danneggia anche tutte le relazioni internazionali come fossero una sola.
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