Un paese austero, l´Italia, non lo è stato mai. Povero, spesso, costretto a vivere, suo malgrado, di rinunce. Ma austero, nel senso di una autolimitazione consapevole, del gusto di una misura attenta di risorse e disponibilità, proprio no. Se ne accorse Enrico Berlinguer, quando, nel gennaio del 1977, nel pieno della crisi economica che mordeva il paese, lanciò un appello all´austerità, contro il dominio dei consumi: «Una società più austera - diceva il segretario del Pci - può essere una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana». Era un appello per un´altra Italia. Di fatto, una provocazione: nell´immaginario degli italiani di allora, l´austerità aveva un sapore amaro. Quello dell´estremo oltraggio ad un modo di vita e ad uno scenario di benessere appena raggiunto: l´austerità delle "domeniche a piedi".
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http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/27-stili-di-vita-e-di-consumo/23824-austerity-dallo-shock-del-a73-allo-spread-se-la-crisi-cambia-la-filosofia-di-vita.html
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
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