STUPIDA RAZZA

martedì 17 febbraio 2015

A che cosa è ridotta la “cultura”?

Dev’essere uno strano concetto di “cultura” quello dei redattori dell’Ansa, se nella serata del 13 febbraio, sulla colonna di destra del sito dell’agenzia, è stata pubblicata una sfilza di segnalazioni che con la cultura c’entrano come i proverbiali cavoli a merenda.
Stai a vedere che piume di struzzo, decolleté e “trasparenze” devono aver preso il posto della Divina Commedia e dell’Eneide e non me n’ero accorto!
Preso dal panico, sono andato immediatamente alla voce “cultura” del Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani. Che fortunatamente mi ha tolto il dubbio di soffrire di allucinazioni.
La cultura, che ha la stessa radice di “coltivare”, secondo l’illustre linguista è la cura assidua dell’individuo necessaria per ottenere istruzione e buona educazione, e, per le nazioni, assurgere al grado della civiltà. In ciò, questa cura è pari a quella dell’agricoltore che vuol far fiorire e fruttificare le sue piante.
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