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Robert Kennedy e il discorso sul PIL

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domenica 25 dicembre 2016

Fake News: dacci oggi il nostro virus quotidiano

raggi giunta insediamento

Seratona a Otto e mezzo (La7) … infatti mentre madame Bilderberg diceva che il M5S stava perdendo 2 punti percentuali nei sondaggi e sarebbe stato sotto il Partito Democratico, il Fatto Quotidiano smentiva clamorosamenteriportando i sondaggi Index Research, rilevanti che il M5S perde è vero 2 punti percentuali, scendendo al 30,4%, ma resta attualmente il primo partito, mentre il Partito Democratico paga ancora l’effetto del referendum e le divisioni arrivate fin dentro l’assemblea, quindi resta paralizzato al 28,5%. Cifra che dice due cose: è lontano anni luce il 40% delle europee ed è lontano anche il 40% del SI’ al referendum e sul quale tutti i vertici del Pd hanno detto di poter contare per ripartire.
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Altro che avvisi di garanzia, Roma va rasa al suolo

colosseoroma

Giuseppe Sala. Paola Muraro. Virginia Raggi. Non è in alcun modo accettabile che un semplice avviso di garanzia, cioè la mera ipotesi che sia stato commesso un reato, possa troncare o gravemente compromettere la carriera di un esponente politico o distruggere la reputazione di un qualsiasi cittadino senza incarichi pubblici (qualcuno ricorderà, forse, il caso di quel padre accusato di aver violentato il figlioletto di due anni, e quindi massacrato dai mass media, poi risultato innocente). L’’informazione di garanzia’, voluta fortemente dalle sinistre sull’onda della disastrosa riforma del Codice di Procedura Penale, partorita da Gian Domenico Pisapia, padre dell’ex sindaco, aveva la pia intenzione, come dice il nome stesso, di tutelare il cittadino verso il quale siano in corso delle indagini penali, non tenendo conto della potenza di fuoco che hanno assunto attualmente i mass media dove, accanto ai giornali, furoreggia il mondo web, che rende virale, e distruttiva, anche la più labile delle notizie. Così l’’informazione di garanzia’ si è tradotta nel suo contrario: in una sentenza anticipata di condanna, prima di un rinvio a giudizio (che comunque condanna non è ancora) o di una sentenza di primo grado. E’ tipico del nostro Paese passare da un estremo all’altro. Per un decennio abbiamo avuto un presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che era stato più volte rinviato a giudizio, condannato in primo e secondo grado, salvato dalla prescrizione e questa totale anomalia è stata di fatto accettata. C’è voluta una sentenza definitiva della Cassazione per buttar fuori il ‘delinquente naturale’ dalle Istituzioni, ma non dalla politica di cui questo bucaniere continua imperterrito a solcare i mari, ricevuto con tutti gli onori dai vari presidenti della Repubblica.
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Strage di Berlino: perché mostrarci il poliziotto che lo ha “ucciso”?


polizia terrorista berlino sesto san giovanni

Ma com’è che ora si pubblica, oltre al nome e cognome, anche la fotografia del poliziotto che ha appena ucciso un terrorista? Una ipotesi: Marco Minniti – da tempo immemorabile tutor dei servizi segreti e ora anche Ministro dell’Interno – si era reso conto che la morte di Anis Amri, – identificato come il responsabile della strage con il TIR a Berlino grazie ad un ennesimo documento di identità – miracolosamente ritrovato dopo 24 ore – per mano di un ignoto avrebbe legittimato in tutta l’opinione pubblica i sospetti che Anis Amri non fosse altro che unPatsy.
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Come siamo scaduti così in basso (riflessione su Montepaschi)

amato mussari 2

Caro contribuente.  Visto che  la cricca che vi governa per conto terzi vi ha accollato  altri  20 miliardi di debito per  salvare la “sua” banca,  ricordatevi almeno questa foto:
e’ una grande storia d’amore. Lui è  Giuliano Amato, l’immarcescibile e il mai imputabile,  oggi elevato a giudice costituzionale, ossia topo nel formaggio, dal Napolitano.  Quello fra le sue braccia è Giuseppe Mussari, capo di Monte dei Paschi, e messo dalla cricca alla presidenza dell’ABI, Associazione Bancaria Italiana.
Risale al 2010, quando – da intercettazioni di telefonate pubblicate da Corriere e Repubblica – risulta che Giuliano Amato disse  a Mussari: “Io ti aiuto a prendere la presidenza ABI”, poi gli chiese dei fondi per il Tennis Club di Orbetello, di cui l’Intoccabile e Immarcescibile è presidente.
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La svolta orwelliana nell’economia contemporanea

the wall street journals silly orwellian economy fix

C’è una cosa che tutti si domandano: quali saranno le nuove politiche economiche di cui dovremmo preoccuparci seriamente. C’è un economista, Michael Hudson, che ha dedicato tempo e riflessioni sulla natura della professione di economista e sul modo in cui può indurre in errore l’opinione generale a vantaggio del famoso 1%.     Abbiamo oggi con noi Michael Hudson che ci parlerà del suo ultimo libro “J is for Junk Economics”, una guida di sopravvivenza al vocabolario economico nell’Era del Grande Inganno. Michael è un distinto professore di ricerche economiche dell’Università del Missouri di Kansas City. Grazie Michael per essere qui con noi.
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Un piccolo hobby

equipaggiamento spesa militare italia

Ho un piccolo hobby, qualcuno direbbe un innocuo vizio.
Mi piacciono le armi, in particolare quelle molto moderne e letali: più possono ammazzare, più sono felice.
Ogni anno, in famiglia, spendiamo circa 1400 euro per comprarcele.
Direte, invece di spendere quei soldi in armi, potevate farci una vacanza, ma non giudicateci: siamo fatti così.
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L’attacco di tutti gli attacchi: la violazione di Yahoo

yahoo sede

Ha avuto luogo nell’Agosto del 2013. E’ stato un attacco di portata inaudita, impetuoso, audace, e se crediamo a quanto dichiarato dai vertici di Yahoo, non rilevato all’epoca. Il risultato della forzatura di quasi 1 miliardo di account è stato un remunerativo approvvigionamento e uso di materiale da  parte di spammers e cyber criminali che agiscono nel mercato nero del web, con un guadagno stimato di circa 300 mila $.
I dati rubati comprendono indirizzi e-mail, nomi, numeri di telefono, date di nascita, password codificate (hash delle password, NdT), e una quantità non ben definita di domande di sicurezza criptate e non, con le relative risposte. Se vogliamo fidarci della dirigenza della compagnia, l’intrusione non ha colpito le password in chiaro, i numeri di carte di credito e informazioni relative ai conti in banca.
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Anis Amri: Berlino, camion, pistolettate, coltellate ed ammennicoli vari…

amri berlino mercatino natale

Tutti i corsivi sono fedelmente riportati dal “Fatto Quotidiano” di oggi, 21 Dicembre: ho soltanto inserito i puntini di sospensione laddove ho tolto il superfluo.
Fatevi un’idea se questo non è il “perfetto attentatore” che uccide a pistolettate il povero camionista polacco dopo averlo ampiamente accoltellato (ma, se ha una pistola, perché accoltellarlo?!?) per poi lanciarsi sulla folla col grido di “Allah Akbar” sulle labbra e poi fuggire, gabbando la Reichpolizei e tutti i “cittadini volontari” che danno una mano così, tanto per giocare a Sherlock Holmes. Mentre un pakistano qualunque fungeva da “bandiera ombra” e prendeva in giro tutti: Polizei, Interpol e cittadini onesti.
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Orrore a Berlino, quel ‘dettaglio’ che non quadra

berlino tir mercatino

Ancora una volta l’orrore, la paura e lo smarrimento. Certezze sulla matrice dell’attentato poche, se non un indizio consistente: sembra opera di un professionista.
A rivelarlo sono alcuni dettagli, uno in particolare, su cui non si è posata l’attenzione dei media: l’esecuzione dell’autista polacco. A che ora è stato ucciso? Subito, ovvero nel pomeriggio quando si sono persi i contatti con il Tir, o nell’imminenza dell’attentato? Lo chiarirà l’autopsia.
In ogni caso chi ha condotto l’operazione ha agito con straordinaria freddezza.
Gli scenari possibili sono tre:
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Disgustoso Poletti, avete fatto di noi i camerieri d’Europa

poletti

Caro ministro Poletti, le sue scuse mi imbarazzano tanto quanto le sue parole mi disgustano». Comincia con queste parole la lettera aperta che Marta Fana, ricercatrice impegnata a Parigi, ha affidato a “L’Espresso” dopo la sconcertante uscita dell’ex dirigente LegaCoop, ora membro dell’esecutivo Gentiloni: «Centomila giovani in fuga dall’Italia? Conosco gente che è bene non avere tra i piedi». Poletti ha espresso in modo esplicito un pensiero che dimostra la ormai storica rassegnazione dell’ex sinistra al pensiero unico, quello del mercato, sancita da personalità come Tiziano Treu e Marco Biagi, che hanno firmato le tappe fondamentali della revoca dei diritti del lavoro, per poi arrivare allo scempio della riforma Fornero e al Jobs Act renziano. «Noi, quei centomila che negli ultimi anni siamo andati via, ma in realtà molti di più – scrive Marta Fana – non siamo i migliori, siamo solo un po’ più fortunati di molti altri che non sono potuti partire e che tra i piedi si ritrovano soltanto dei pezzi di carta da scambiare con un gratta e vinci. Parlo dei voucher, ministro». L’Inps ha appena reso noto che nei dieci mesi del 2016 sono stati venduti 121 milioni e mezzo di voucher. Da quando Poletti è ministro, ne sono stati venduti oltre 265 milioni: «E’ sfruttamento. Sa, qualcuno ci ha rimesso quattro dita a lavorare a voucher davanti a una pressa».
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