STUPIDA RAZZA

martedì 8 luglio 2014

La Bri: niente scorciatoie nell’uscita dalla crisi per crescere servono riforme, non nuovi debiti

Una crescita figlia del debito e dei tassi minimi, borse sostenute dall’azione delle banche centrali, istituti (specie europei) che bloccano la ripresa non facendo emergere le perdite sui loro crediti per evitare di dover ricapitalizzare. La Banca dei regolamenti internazionali di Basilea, nel rapporto annuale, fotografa così una congiuntura vista ancora malcerta. La “banca delle banche centrali”, da anni guardinga sui rischi di bolle causa tassi ridotti, vorrebbe una crescita «meno dipendente dal debito» perché l’economia potrebbe «essere avviata lungo una traiettoria insostenibile». Claudio Borio, capo dipartimento Affari economici e monetari della Bri, aggiunge: «In alcuni paesi colpiti dalla crisi ci sono segnali troppo familiari di crescente vulnerabilità finanziaria». «La bontà delle politiche – recita il rapporto – non consiste nel cercare di pompare crescita a tutti i costi quanto nel rimuovere gli ostacoli che la frenano»; si cita ad esempio la deludente parabola della produttività. Per la Bri «c’è la possibilità di una trappola del debito: cercando di stimolare l’economia con tassi bassi si incoraggia l’assunzione di altro debito aggravando il problema». Quanto alle misure espansive di politica monetaria, «hanno rafforzato la resilienza del sistema finanziario ma non si sono dimostrate altrettanto efficaci» a contenere il debito. Che fare? «Nei paesi dove le autorità si sono impegnate per costringere le banche a riconoscere le perdite e a ricapitalizzarsi, come gli Usa, la ripresa è stata più solida», conclude il rapporto Bri.

Nessun commento:

Posta un commento