STUPIDA RAZZA

venerdì 21 gennaio 2011

I colpi di coda di un impero in declino

La grave crisi economico-finanziaria che l’occidente sta vivendo, tutt’altro che in via di risoluzione, porta con sé i segnali di un potenziale cambiamento strutturale e sistemico. È forse riduttivo, infatti, derubricare tale fase storica, caratterizzata da possibili fallimenti in serie di Stati sovrani, alla categoria delle tempeste passeggere che, periodicamente, il capitalismo si trova a fronteggiare.



Nel più assoluto silenzio da parte dei media americani e mondiali, infatti, il debito pubblico statunitense, il novembre scorso ha superato, per la prima volta nella storia, i 12.000 miliardi di dollari. Una cifra spaventosa, in crescita da ben prima della crisi del 2008. Nel 2001 il debito americano cresceva di 133 miliardi di dollari; nel 2002 l'aumento era di 420 miliardi; poi, per cinque anni consecutivi cresce ogni anno di circa 500/550 miliardi. Nel 2008 raddoppia: in un solo anno aumenta di 1.017 miliardi. Nel 2009, quasi un altro raddoppio: cresce di altri 1.885 miliardi.
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