Partendo dal mito della caverna di Platone, Diego Fusaro invita con Il domani è nostro a credere in un futuro migliore
Bisognerebbe smettere di chiamare Diego Fusaro «giovane filosofo»,
nonostante abbia soltanto 31 anni. Dopotutto ha ormai diversi libri di
successo alle spalle, come il bestseller filosofico Bentornato Marx! e
Il futuro è nostro, appena uscito da Bompiani. Seguace indipendente di
Hegel, Marx e Gramsci, docente all’Università San Raffaele di Milano,
critica radicalmente la nostra società, senza risparmiare «la falsa
coscienza» della sinistra. Un atteggiamento che nel mondo della fine
della storia conferisce un caratteristico sentore di zolfo
«Il futuro è nostro» parte dalla caverna di Platone per dire come il
singolo non deve rinunciare a desiderare un mondo più vero e più giusto,
un’aspirazione che si realizza compiutamente nella dimensione sociale.
Ma non ci aveva spiegato Popper che Platone era una specie di
proto-nazista?
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