STUPIDA RAZZA

martedì 28 ottobre 2014

Non fatevi ingannare dagli elogi alla “singleness”.

Nella coppia «la stima è più importante dell’astratta parità». Lo dicono alcuni recenti saggi provenienti da ambienti culturali lontani da posizioni confessionali
Coppia è bello. Nella variegata saggistica sulla relazione e i rapporti affettivi si nota un forte cambiamento: dallo sguardo negativo sulla coppia come stabile organizzazione della propria vita affettiva a una riscoperta del suo valore. Le ultime riflessioni sulla coppia confermano così le statistiche note da tempo e verificate negli anni, soprattutto nei Paesi anglosassoni, che raccontano come le persone in una coppia stabile vivano più a lungo, si ammalino meno, abbiano situazioni economiche e sociali più risolte e dichiarino di essere più felici di chi invece vive in situazione di singleness. Vivaci e per certi versi sorprendenti si rivelano a questo proposito saggi provenienti da ambienti culturali lontani da posizioni confessionali, occupati fino a qualche anno fa da lavori che presentavano il single come espressione di una proposta di vita particolarmente avanzata e ricca di sviluppi. Oggi invece proprio queste posizioni vengono confutate tra gli altri da studiosi come Claude Habib (specialista di letteratura del secolo dei Lumi, e docente all’università di Paris III) nel suo ultimo libro Il gusto della vita insieme. Elogio della coppia (Firenze, Ponte alla Grazie, 2014, pagine 142, 14 euro). «Il panegirico dell’autonomia affettiva in sé è vuoto e non porta da nessuna parte» afferma la Habib, ricordando che fare dell’ideale individualistico «lo scopo della vita significa decretare l’inverno perpetuo».
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49676

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