STUPIDA RAZZA

mercoledì 27 ottobre 2021

La card è peggio del metodo Austria

 

 In Europa, si parla di quarta ondata di Covid-19. Più colpiti i Paesi in cui la campagna vaccinale procede con maggiori difficoltà. Travolto il sistema ospedaliero, il governo bulgaro ha annunciato di essere pronto a inviare all’estero i pazienti Covid. In Romania, l’esecutivo ha deciso il ritorno dl coprifuoco e pass vaccinali per gran parte degli spazi pubblici, da ieri. La percentuale di popolazione immunizzata sia in Bulgaria sia in Romania ruota attorno al 30%. È superiore al 60%, ma non sembra destinata a crescere di molto nelle prossime settimane, in Austria, dove il governo del nuovo cancelliere, Alexan - der Schallenberg, ha annunciato un nuovo piano a causa del l’aumento costante dei contagi registrato nelle ultime settimane (si sta per raggiungere quota 200 casi ogni 100.000 abitanti). «Stiamo per imbatterci in una pandemia di non vaccinati», ha dichiarato. E così, anche in Austria, come accade in Italia, per lavorare a contatto con altre persone bisognerà mostrare il green pass. In caso di mancato possesso, il datore di lavoro dovrà pagare un’ammenda di 3.600 euro e 500 il dipendente. Il piano si fonda sulla «regola 3G», che significa che il green pass austriaco varrà per G ei m p ft (vaccinati), G e n ese n (guariti da sei mesi) o G etestet ( s otto p o s t i a tampone, molecolare o rapido). E su cinque fasi. Attualmente l’Austria è nella fase 1, quella meno preoccupante. La fase 2 scatterà sette giorni dopo il superamento di un tasso di occupazione delle terapia intensiva del 15% (o 300 posti letto): le persone non vaccinate non potranno più accedere ai locali notturni e ai grandi eventi senza posti a sedere con prenotazione. La fase 3, invece, nel caso di terapie intensive al 20% o i posti letto oltre quota 400: è con lo stop ai tamponi rapidi. Di conseguenza, una nuova regola: la «regola 2,5G»: il green pass sarà valido sempre per i vaccinati e i guariti, ma varranno soltanto i tamponi molecolari. Per chi ha quello rapido scatterà un lockdown selettivo. La fase 4, con tasso al 25% o più di 500 posti occupati, prevede che un tampone con esito negativo non darà più diritto al green pass: ossia, non vorranno i «2G». La fase 5, quella più grave, scatterebbe nel caso in cui si superassero i 600 posti letto occupati in terapia intensiva (o un tasso sopra il 30%). Previsto in questo caso il blocco per i non vaccinati, un lockdown simile a quello sperimentato anche in Italia nella primavera 2020 e poi con le zone rosse, ma praticamente individualizzato. Ma il modello austriaco, nonostante il suo carattere distopico, è comunque meno duro di quello italiano, che si conferma un unicum in Europa. Intanto, i test anti Covid-19 saranno gratuiti e verranno eseguiti direttamente sul posto di lavoro. Si tratta di una misura voluta e posta come condizione per l’ok al provvedimento dal Partito socialdemocratico, all’opposizione, guidato da Pa - mela Rendi Wagner, ex ministro della Salute, di professione immunologa. «Il lavoro non deve ammalare, perciò l’obbli - go dei 3G, il green pass, nel commercio, nella gastronomia o altrove va considerato come tutela e non come punizione. Contemporaneamente», ha spiegato il partito di sinistra, «rifiutiamo ogni misura di discriminazione di persone non vaccinate, a tutti i cittadini va garantito il diritto al lavoro con un’offerta gratuita e di facile accesso». Dunque, nessuna preclusione del diritto di lavorare; nessuno che pontifica sul fatto che chi non si vaccina, il tampone, dovrebbe pagarlo di tasca sua. Inoltre, con l’i ntrodu zion e del green pass sul posto di lavoro, cade l’obbligo di portare la mascherina. Era difficile fare peggio del Paese più severo del m o n d o.

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