STUPIDA RAZZA

martedì 19 ottobre 2021

Finanziaria con il doppio standard ma il centrodestra può combattere

 

Occhio alla giornata di domani, lunedì, quando avrà inizio la settimana in cui il governo formalizzerà il varo della manovra (in teoria, ma si tratta di un termine soltanto ordinatorio, il testo doveva già essere pronto due giorni fa, il 15 ottobre scorso). Tecnicamente, come si sa, la finanziaria - come veniva chiamata una volta - è un disegno di legge (legge di bilancio) che viene trasmesso alle Camere per la sua discussione, modifica e approvazione (che deve avvenire entro fine anno). Domani, realisticamente in cabina di regia, ci sarà una prima discussione e poi il Cdm definirà il testo da inviare alle C a m e re. Politicamente parlando, le questioni pesanti da guardare saranno due: quota 100 e reddito di cittadinanza. Al di là delle soluzioni tecniche che verranno proposte, il punto è tutto politico: davanti a due misure discusse e costose, l’una riferibile alla Lega e l’altra ai 5 stelle, come si comporterà il governo Dragh i? Avrà un atteggiamento equanime oppure farà scelte politicamente sbilanciate e asimmetriche? Il pronostico di partenza appare ancora una volta in salita per la Lega. Sul versante di quota 100, sarà decretata la fine dell’e spe rimento triennale: poi si vedrà cosa il governo proporrà al suo posto (al momento c’è buio pesto, e tutti sono abbottonatissimi sul tema), ma intanto - nelle redazioni dei giornali mainstream - il titolo è già scritto, e sarà sulla morte di quota 100. E per il reddito di cittadinanza, invece? Come sempre, ai grillini non sarà riservata la medesima durezza, anzi proseguirà il trattamento in guanti bianchi. Sì, certo, i pentastellati sono i primi a sapere di non poter pretendere l’i nto c c a - bilità della misura. Eppure - questo è il messaggio che a loro ha fatto arrivare Palazzo Chigi - avranno ancora complessivamente salva la loro bandierina da sventolare. Il reddito di cittadinanza, infatti, resterà: e tanto basterà a Giuseppe Conte e compagni per cantar vittoria. Dopo di che, il governo accentuerà i controlli sui percettori (ed è davvero il minimo sindacale, dopo gli scandali e gli abusi di cui si ha quotidianamente notizia) e introdurrà, con il trascorrere del tempo, una graduale e progressiva decurtazione dell’assegno. Ma, per tenersi buoni i grillini, né Palazzo Chigi né il Mef né tantomeno il Pd (che ha bisogno della stampella pentastellata) hanno il coraggio di riconoscere che il re è nudo: e cioè che tutta la parte della misura legata ai navigator e all’uso dei mitici centri per l’impiego per creare posti di lavoro non funziona (e non può funzionare, come sa chiunque abbia un minimo di conoscenza del mercato del lavoro). Ma, per non dispiacere i pentastellati, l’impalcatura resterà. Come si vede, a meno di sorprese, si prepara il solito doppio standard: pugno di ferro verso la Lega, guanti bianchi per i grillini (e per il Pd). Come si diceva, molto dipenderà nel giudizio politico finale dal compromesso (se sarà un compromesso) sulle pensioni: e il centrodestra farà bene ad arrivare preparato e combattivo al match di domani, ad esempio puntando su uno stanziamento per le pensioni almeno equivalente allo stanziamento ulteriore che il governo inserirà in manovra per il reddito di cittadinanza (oltre ai 200 milioni di venerdì scorso). Anche perché molti contano su una sua debolezza post-ballottaggi per infliggere alla destra un ennesimo colpo.

Nessun commento:

Posta un commento