Mancano solo tre mesi al 31 dicembre, eppure il Governo ancora non ha stabilito quale sarà il destino dei pensionati italiani dal 2022, ovvero quando la breve parentesi triennale di quota 100 andrà ad estinguersi.
Le decine di ipotesi vagliate nei mesi scorsi per porre un argine al cosiddetto ‘scalone Fornero’ sono state via via accantonate ed altre sono emerse nel dibattito. Ricordiamo che con quota 100 è stato possibile, dal 2019 al 2021, accedere alla pensione con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi. Come abbiamo avuto modo di spiegare nel dettaglio, questa misura era di per sé assolutamente insufficiente e foriera di pensioni spesso da fame, a causa dell’effetto combinato del sistema contributivo e di stipendi e salari stagnanti da anni. Le cose possono, però, andare peggio. Con il ritorno alla legge Fornero a regime, i lavoratori potranno infatti andare in pensione per vecchiaia a 67 anni (e almeno 20 anni di contributi), oppure tramite la pensione anticipata (evoluzione più restrittiva della storica pensione di anzianità) con almeno 42 anni e 10 mesi di carriera per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, senza requisiti anagrafici.
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