A poche ore dall’obbligo di presentazione del green pass per lavorare si vedono già i primi problemi. L’associazio - ne del mondo del trasporto Unatras lancia l’allarme. Da ieri le imprese di autotrasporto straniere stanno sostituendo quelle italiane, con un effetto dirompente sull’econo - mia del settore dei trasporti del nostro Paese. Secondo Unatras, almeno il 25% dei camion delle imprese italiane già da ieri mattina è stato costretto a fermarsi per fare largo ai vettori stranieri, innescando di fatto una forma di concorrenza distorta che danneggia un settore centrale della nostra economia. «Quello che avevamo ampiamente previsto si sta purtroppo verificando», dicono le associazioni di autotrasporto riunite sotto la sigla Unatras. «La committenza (cioè il settore produttivo) si sta già rivolgendo all’estero per sostituire i servizi di trasporto forniti dai vettori italiani», fanno sapere dall’associazione di categoria. Unatras si dice «sorpresa, allibita e indignata dal fatto che, in questa fase di ripresa, il governo stia mettendo in difficoltà imprese e lavoratori che nelle fasi più drammatiche della pandemia hanno garantito al Paese l’ap p rov v igionamento dei farmaci e dei beni di prima necessità». Il problema è tutto legato alla circolare emessa due giorni fa dai ministeri delle Infrastrutture e della Salute secondo cui gli autotrasportatori stranieri posso operare in Italia senza green pass a patto che rimangano nella cabina del camion. Unatras «ritiene inaccettabile che il governo preveda un regime alternativo sulla normativa del green pass a unico vantaggio delle imprese estere». Ma i disagi dovuti all’obbli - go della certificazione verde per gli autotrasportatori non finiscono qui. «Da lunedì mattina le imprese di autotrasporto saranno travolte da una valanga di certificati medici a giustificazione di assenze dal lavoro e le conseguenze per gli uffici logistici delle imprese saranno devastanti, con totale impossibilità di attuare una normale programmazione dei viaggi». A spiegarlo è Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, secondo cui è evidente che l’esordio del green pass obbligatorio nei luoghi di lavori ha già cominciato a produrre i previsti danni economici. «Si segnalano», ha detto L o n go, «mezzi fermi in alcuni scali portuali (Trieste, Genova, Ancona) e le mancate triangolazioni per i carichi di rientro in molte parti d’Ita l i a . Per lunedì prossimo, poi, è atteso il peggio, con l’indisponi - bilità di circa il 25/30% degli autisti. Chi paga il conto?», si domanda L o n go. La preoccupazione in cui versa il mondo del trasporto delle merci, insomma, interessa trasversalmente tutte le associazioni di categoria. «Il sistema logistico e portuale italiano», dice A less and ro Sa nti , presidente di Federagenti, che ha tenuto ieri la sua assemblea generale a Venezia, «non si può permettere il lusso di piombare in situazioni di blackout, che sarebbero e sono conseguenza di una sottovalutazione del rischio, specie in settori come quello de ll ’autotrasporto, caratterizzati da una fragilità e da una vulnerabilità estrema», afferma. «Un coinvolgimento tempestivo delle categorie, settimane prima dell’e ntrata in vigore del provvedimento, avrebbe di certo ridotto i margini di rischio». In effetti, gli interrogativi sull’obbligo del green pass non mancano. «Perché aspettare le ultime ore per varare provvedimenti d’urgenza nel tentativo di trovare un compromesso sui temi scottanti degli autisti stranieri e dei marittimi stranieri, molti dei quali vaccinati con vaccini non riconosciuti dall’Ema?», si chiede Sa nti . La verità è che al momento ci sono solo molti dubbi e poche risposte. I veri problemi si vedranno a partire dalla prossima settimana quando, ad esempio, sugli scaffali dei supermercati potrebbe iniziare a scarseggiare il cibo perché non c’è nessuno che lo tras p o rta .
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
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