STUPIDA RAZZA

lunedì 18 ottobre 2021

Crolla il numero di nuovi vaccinati Andranno decuplicati gli esami Covid

  Altro che favorire la vaccinazione. L’obbligo del green pass, anche per lavorare, non ha portato alla netta risalita dei nuovi vaccinati, ma all’im - pennata delle richieste di tamponi: chi non vuole vaccinarsi, non ha cambiato idea. I numeri del fallimento sono nell’ulti - mo report della Fondazione Gimbe, che segnala, sul fronte dell’immunizzazione, «modesti risultati ottenuti con la progressiva espansione del green pass e il rischio caos tamponi» per l’esplosione della domanda, con oltre 175.000 test al giorno. Al 13 ottobre, il 77,5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, ma per la seconda settimana consecutiva si registra «il calo del numero di nuovi vaccinati: da 493.000 a 378.000 (- 23,2%)», con una media giornaliera passata dai quasi 172.000 di agosto ai 54.000 di ottobre, dice il report. L’aumento esponenziale della richiesta di tamponi rapidi e «il crollo dei nuovi vaccinati indicano, da settimane, uno zoccolo duro di popolazione non intenzionata a vaccinarsi, tra cui 3,8 milioni di lavoratori», secondo il Gimbe. «La spinta gentile del green pass», commenta Nino Cartab el l otta , presidente della Fondazione, «ha avuto un’effica - cia modesta nel contrastare l’esitazione vaccinale. Già da fine settembre», per avere il pass a 15 giorni dall’inocula - zione, «doveva essere visibile una netta risalita dei nuovi vaccinati, ma così non è stato » . Anche i dati Istat confermano: ci sono circa 3,8 milioni di lavoratori non vaccinati. Il fabbisogno settimanale di tamponi antigenici rapidi per il certificato verde è stimato, da Gimbe, tra 7,5 e 11,5 milioni. Si tratta di un numero molto lontano - fino a dieci volte inferiore - dagli 1,2 milioni effettuati nella settimana 6-12 ottobre. Secondo Federfarma, l’a ssociazione dei titolari di farmacia, circa due terzi dei tamponi antigenici rapidi vengono eseguiti nelle farmacie private, ma di queste meno della metà (8.331 su circa 19.000), oltre a 327 centri privati, ha aderito all’accordo che garantisce i test a prezzo calmierato. «Per far fronte all’aumento del fabbisogno di test», secondo Car - ta b el l otta , «è urgente sia ampliare il numero di farmacie e altre strutture autorizzate che aderiscono all’accordo, sia potenziare l’attività per aumentare il numero di tamponi». Sul territorio, i farmacisti segnalano già agende piene di prenotazioni fino a dicembre. Dal canto suo, il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, assicura che «le farmacie si stanno organizzando per far fronte alle richieste, allungando gli orari di servizio e allestendo nuovi spazi». Anche per l’onorevole Andrea Mand el l i , presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti (Fofi), i 20 tamponi che ogni farmacia effettua, in media, al giorno, «può aumentare anche del 50%». I numeri, in ogni caso, faticano a tornare, come evidenzia anche la Conferenza delle Regioni, da cui è partito un allarme: il sistema non è in grado di rispondere appieno alla richiesta di tamponi. Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha ribadito che, con l’obb l i go di pass, «i tamponi sono insufficienti»: le farmacie e i privati non sono «in grado di soddisfare i numeri delle persone che non sono ancora vaccinate». Mentre quindi il governo sta valutando di ridurre il prezzo dei tamponi, resta evidente l’impossibilità di soddisfare la richiesta di una media di circa un milione di tamponi al giorno. Forse, basterebbe aprire un po’lo sguardo oltreconfine, considerare quello che avviene nella maggioranza dei Paesi europei, dove la richiesta del pass ai dipendenti è a discrezione del datore di lavoro o, meglio ancora, fare come in Germania. L’unico obbligo per i datori è garantire due autotest rapidi gratuiti a settimana per il dipendente che lo richieda. Nell’austera Germania, con meno vaccinati dell’Ita l i a , controllare il pass è, per il datore di lavoro, limitare la libertà della persona.

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