STUPIDA RAZZA

lunedì 18 ottobre 2021

I sieri sono pagati anche dai no vax

 

È ben strano che il già banchiere Mario Draghinon ricordi l’insegnamento di Margaret Thatcher : «Non esiste il denaro pubblico, esiste solo il denaro che lo Stato sottrae ai cittadini e alle imprese». Quando da governatore di Bankitalia e da presidente della Bce collocava i titoli pubblici chiedeva prestiti ai privati. Chi è cattocomunista come Enrico Letta, segretario del Pd, lo ignora. A proposito dei tamponi gratuiti per chi legittimamente non si vaccina - non essendoci obbligo di legge - ha sproloquiato: «Sarebbe come un condono agli evasori». Quest’a f fe r m a z io - ne, un insulto a milioni di italiani, poggia sulla falsità secondo cui i vaccini sono gratis e chi vuole il green pass senza spendere di tasca propria deve sottostare alla puntura, altrimenti si paga i tamponi. L’aberrazione sta nel considerare le risorse dello Stato indipendenti da quelle dei cittadini, solo il comunismo realizzato lo riteneva possibile. Non si capisce come un partito so i d i sa n t liberale come Forza Italia non colga questa enorm i tà . Senza le tasse lo Stato sarebbe al verde: capitava anche ai sovrani che alla bisogna tiranneggiavano i sudditi. E tanto Letta quanto D ra - ghi considerano tali i cittadini. I vaccini non sono affatto gratis, ma sono pagati dagli italiani attraverso il prelievo fiscale. Al momento - ma si guardano bene da dare i conti veri - abbiamo speso all’incirca 1,8 miliardi pagati attraverso la fiscalità generale. Vi hanno perciò contribuito anche coloro i quali non si sono vaccinati. Nel ragionamento di Drag hi spalleggiato da L etta c’è anche una perniciosa abiura del servizio sanitario nazionale che viene così sollevato dall’obbligo di fornire le alterative terapeutiche. Per i medici garantirle è addirittura un dovere deontologico. Nel caso del vaccino il paziente firma un consenso informato dunque aderisce a una scelta, ma gli deve essere consentita anche un’altra opzione. Il siero non è una terapia, ma è un presidio di prevenzione esattamente come il tampone. Perché dunque il cittadino che paga con le imposte il vaccino che non usa non ha diritto a esercitare gratuitamente un’opzione equipollente? Si crea una disparità costituzionalmente inacettabile e stavolta a vantaggio dei vaccinati. Sarebbe come se di fronte a un tumore curabile o per via chirurgica o per via farmacologica al paziente venisse detto: se ti fai operare è gratis, se pretendi le medicine pagatele. Si è molto invocata la Costituzione a proposito della carta verde richiamando l’a rt ic o - lo 32 che recita: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.» Ora se si scorre la Costituzione si scopre che il lavoro è il primo elemento costitutivo della persona umana al punto che l’articolo 35 così si esprime: « La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni». Or dunque agli indigenti il tampone andrebbe assicurato gratuitamente, chi non lavora è automaticamente un indigente, frapporre ostacoli al lavoro è anticostituzionale e dunque lo è l’ap - plicazione del salvacondotto sui luoghi di lavoro e poiché l’articolo 32 designa la salute come diritto del singolo e solo come interesse collettivo, il singolo ha diritto di tutelare la propria salute come meglio crede. Sarebbe il caso che Mario Draghi to r - nasse sulle sue decisioni. E che la smettesse con le falsità. La più grave è la gratuità del vaccino, ma pure sostenere che la carta verde ha riaperto ristoranti e luoghi di aggregazione quando in zona bianca tali attività sono comunque permesse è una forzatura. Questa sì, gratuita . 

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