Se tra i dipendenti pubblici c’era qualcuno che pensava di aggirare l’obbligo di green pass grazie allo smart working, è il caso di dire, come recita un antico detto popolare che aveva fatto i conti senza l’oste… o meglio senza i ministri Brunetta e Speranza.
Nella bozza delle linee guida per l’applicazione del Green Pass nella pubblica amministrazione, infatti, viene messo nero su bianco che lo smartworking non può essere una scappatioia. Nelle linee guida si legge infatti che “non è consentito, in alcun modo, che il lavoratore permanga nella struttura, anche a fini diversi, o che il medesimo sia adibito a lavoro agile in sostituzione della prestazione non eseguibile in presenza”. E qualora non fosse chiaro, il documento sottolinea che “non è consentito in alcun modo in quanto elusivo del predetto obbligo, individuare i lavoratori da adibire al lavoro agile sulla base del mancato possesso di tale certificazione”.
LEGGI TUTTO:
Nessun commento:
Posta un commento