Niente branda senza certificato: carabinieri sfrattati dalle caserme
CORNUTI E MAZZIATI !
Niente green pass? Allora
fuori dalle camerette delle caserme. Sfrattati o buttati giù
dalle brande. La denuncia del
Nuovo sindacato carabinieri è
partita da Bologna ed è stata
confermata dal Comando generale dell’Arma. Senza vaccino, tampone o esenzione il
militare deve sloggiare. «L’Ar -
ma ha dato ordine a tutti i carabinieri alloggiati nelle caserme di uscire dalle camerette se non sono in possesso
del green pass dalla mezzanotte di ieri», fanno sapere
dalla sigla sindacale, aggiungendo che il Comando generale «avrebbe dato la disposizione di ordinare a chi occupa le
camere di lasciarle», già dalla
notte precedente.
Secondo il sindacato «nessun decreto ha mai imposto
u n’azione del genere, che non
ha precedenti nella storia dell’Arma». E promettono di intervenire «per difendere i colleghi cacciati nel pieno della
notte». «Chiederemo al presidente M a r io D ra g h i », sostengono, «se era questa la sua intenzione quando ha emanato
il decreto che regolerà il mondo del lavoro». Dal Comando
generale fanno sapere che
nessuno è stato buttato giù
dalla branda, ma viene confermato che al militare senza
green pass non può essere
consentito di entrare in caserma, nemmeno se vi dorme, a
meno che non sia beneficiario
di un alloggio di servizio. Ma
mettono le mani avanti, spiegando che si tratta della diretta applicazione delle «Linee
guida in materia di condotta
delle Pubbliche amministrazioni» sull’obbligo del green
pass. Senza la carta magica il
militare non potrà svolgere
servizio e non potrà entrare in
caserma, e ciò vale anche per
il personale «accasermato a
qualsiasi titolo», ma non per i
beneficiari di quegli alloggi di
servizio che vengono assegnati temporaneamente per
svolgere l’i n c a r ic o.
Senza green pass il militare
è, insomma, un assente ingiustificato, con conseguente sospensione dallo stipendio e
impossibilità di accedere anche alla mensa.
Qualcuno, però, nei comandi territoriali deve aver
interpretato a modo suo le circolari. E sul blog di N ic ol a Por -
ro (n ic o l ap o r ro.it ) il segretario
del Nuovo sindacato carabinieri Mass imilia no Z etti ha
segnalato «che alcuni comandanti con molta fantasia hanno chiesto ai militari senza lasciapassare di presentarsi
ogni giorno davanti alla caserma per comunicare che sono
sprovvisti del passaporto sanitario». Una sorta di obbligo
di firma per il militare che
non ha risposto «comandi» alla chiamata di D ra g h i per il
vaccino. La procedura standard, applicata in tutte le amministrazioni d’Italia, prevede invece che se un dipendente non si è vaccinato né fornisce prova di un tampone negativo, viene considerato in assenza ingiustificata. L’obb l i go
di green pass non riguarda solo i militari, ma chiunque acceda alla caserma «per fini lavorativi, di formazione o di volontariato». Sono invece esonerati dall’esibizione del
green pass coloro che accedono in caserma non per lavoro,
come, per esempio, un cittadino che deve presentare una
denuncia o che deve essere
sentito nell’ambito di una indagine, i familiari diretti agli
alloggi di servizio e coloro i
quali sono esenti dalla campagna vaccinale «sulla base di
idonea certificazione medica». Non del medico di famiglia, però, ma del medico vacc i n ato re.
Una circolare analoga è stata emanata anche dal Dap, il
Dipartimento dell’a mm i n istrazione penitenziaria. Anche qui si rimarca la distinzione tra gli accasermati e coloro
i quali occupano un alloggio di
servizio, «che non è luogo di
lavoro», e si spiega che il green
pass non è obbligatorio per gli
utenti. Via libera, quindi, per i
familiari dei detenuti e per i
loro avvocati.
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