SEMPLICE : IDENTITA' DIGITALE !
Dio benedica il sempre placido Silvio Br u s a fe r ro, il presidente mono-espressione dell’Istituto superiore di sanità (Iss) che ieri ha illuminato la cupezza del green pass day con dati assai incoraggianti sulla decrescita italiana della pandemia cinese. «Il nostro Paese è in progressivo e lento miglioramento e ha u n’incidenza tra le più contenute d’Europa», ha riassunto il medico friulano, che è anche il portavoce dell’e roic o Comitato tecnico scientifico, incaricato di spiegare vita, morte e miracoli del virus al ministro Roberto Speranza affinché egli possa ponderare le sue scelte. Scherzi del calendario. Mentre il governo dei migliori, unico nel mondo, impone il certificato vaccinale e i tamponi a tutti i lavoratori, badanti comprese, come se fossimo in piena tragedia, il maggior tecnico di governo dice che va tutto bene e che va anche sempre meglio. Poi, certo, vista l’a s s e n za di un minimo di obiettività sul green pass, nel giro di poche ore si alzerà di certo qualche cervellone per spiegarci che il merito di questo arretramento dei contagi è ovviamente di questo certificato che ha riscritto la Costituzion e. Il venerdì di caos e paura per il giro di vite sul green pass avrebbe avuto bisogno di qualche notizia che rafforzasse il clima (artefatto) da emergenza. In assenza di ricoveri e morti in aumento, o di terapie intensive prese d’assalto, ci sarebbe voluto un colpo di genio ansiogeno alla Rocco Casalino, lo spin doctor dell’ex premier G iuseppe Conte che sapeva come aggiungere il giusto pathos alla tragedia del primo lockdown. In assenza di una qualche storia drammatica ma edificante, come un’intera famiglia senza green pass che si pente della scelta eversiva mentre è in fila per la mensa della Caritas, ecco che passa il canuto Br u s a fe r ro e spande ottimismo sul weekend. Nell’incontro settimanale con la stampa, ha affermato che «c’è in Italia un progressivo lento miglioramento e ciò caratterizza anche altri Stati europei anche se in alcuni la circolazione del virus è forte, ma il nostro paese ha una circolazione del virus tra i più contenuti in Europa e siamo in una fase di decrescita dei casi, in tutte le fasce di età». Br u s a - fe r ro ha anche spiegato che l’età media di chi oggi prende il Covid è di 40 anni, mentre chi finisce in terapia intensiva ha mediamente 66 anni e chi ci rimette la vita 81. Sarà per caso merito del green pass, che introducendo un obbligo surrettizio di vaccinazione ha spinto centinaia di migliaia di renitenti tra le braccia del generale Fra n c e - sco Paolo Figliuolo? Ecco, non proprio. Venerdì scorso, lo stesso Br u s a fe r ro s piegava che per la diminuzione dei contagi era stato fondamentale «il dato delle vaccinazioni», arrivato all’85% nella fascia 20-29 anni e al 90% in quella 60-69. Insomma, ricapitolando, l’Italia si conferma una delle nazioni d’Europa e del mondo con i tassi di vaccinazioni più elevati e, allo stesso tempo, non c’è più alcuna «emergenza Covid», come testimonia anche un semplice giro nei pronto soccorso. E tuttavia il governo riesce a innescare una mezza emergenza democratica imponendo il green pass a un popolo di vaccinati. Un esperimento di controllo sociale praticamente unico in Occidente, involontariamente disturbato, nel suo giorno più importante, dal pacato ottimismo di Br u s a fe r ro.
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