STUPIDA RAZZA

mercoledì 20 ottobre 2021

Mancati i target per le reti di ricarica «I fondi non vanno dove servirebbero»

 

L’elettrico sarà anche il futuro, ma se facciamo affidamento sull’efficienza dell’Unione europea allora si rischia di rimanere a piedi. La Corte dei conti Ue bacchetta Bruxelles per un’infrastruttu - ra di ricarica delle auto elettriche la cui copertura viene definita «disomogenea» e contraddistinta da una «serie di incongruenze». I revisori muovono critiche sul piano sia qualitativo sia quantitativo. La proposta formulata nel 2013 dalla Commissione per realizzare almeno 800.000 punti di ricarica entro il 2020 non è stata approvata, e agli Stati è stato chiesto di realizzare un numero «adeguato» di punti di ricarica, senza indicare obiettivi da raggiungere. La scelta ha scaricato sui singoli Paesi il compito di definire criteri per l’accessibili - tà al pubblico e per la potenza nominale degli impianti, cosa che ha reso però «difficile stimare i bisogni infrastrutturali». Risultato? In assenza di una regìa comune, la rete di ricarica cresce in maniera scoordinata e inferiore al previsto. Nel piano d’azione del 2017, la Commissione stimava 400.000 punti di ricarica entro il 2020, ma a settembre dell’anno scorso se ne contava no appena 250.000. Sul piano dei fondi, il Meccanismo per collegare l’Europa della Direzione trasporti ha stanziato 342 milioni di euro dal 2014 al 2019 ma, lamenta la Corte, «la Commissione non è riuscita a far sì che i fondi Ue vadano là dove sono maggiormente necessari». I finanziamenti Mce «si sono concentrati in un numero limitato di Stati membri». 

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