STUPIDA RAZZA

sabato 25 dicembre 2021

L’attacco ai bambini «Temono il Natale e chiedono il siero»

 

Siamo passati, accorgen -
docene ormai a cose fatte, dal
terrore sanitario alli n fe r n o
burocratico. I cittadini che
prima temevano  per la loro vi-

ta e si barricava -
n o d ietro m a -
schere invalica -
bili, oggi atterri -
scono al pensie -
ro della subdola quarantena
fiduciaria, masticano amaro
allidea di dover restare chiusi
in casa perché positivi ma
senza sintomi, stritolati dai
meccanismi delle Asl e dai
certificati da scaricare sullo
smartphone. La coda fuori
dalle farmacie, a Milano, è
percorsa dalla stessa sensa -
zione umida di panico che un
tempo impestava le classi del-
le superiori prima delle inter-
rogazioni: speriamo che toc -
chi al vicino e non a me. Chi la
scampa e strappa la gog n ato
foglio con su scritto «negati -
vo», si sfrena in danze di giu-
bilo. Tutti, giustamente, vo -
gliono evitare di rovinarsi le
vac a n ze.

Il sistema politico-mediati-
co, al solito, contribuisce a
rasserenare il clima. La Stam-
pa, ad esempio, titola in pri -
ma pagina: «Il dilemma di Na-
tale. O il cenone o la vita», per
la serie godetevi le festività.

Lautrice, al netto del titolo al
limite della legalità, tocca un
punto fondamentale: «Il nodo
da sciogliere in questo caso
sono i bambini». Già, i bambi-
ni. Li si guarda da mesi con
sospetto, si è nel dubbio se
ammetterli alla presenza de -
gli altri parenti, ci si fa lo scru-
polo di avvicinarli ai nonni.
Sono loro, le piccole bombe
umane, a suscitare la maggio-
re diffidenza in queste ore di
delirio immunologico.

Ed è più che comprensibile,
in e ffetti. Basta dare un o c-
chiata ai titoli di giornale per
farsi venire un colpo: «I bimbi
sono serbatoio del virus insie-
me ai no vax», dichiarava sicu-
ro Alberto Villani del Bambin
Gesù ai primi di dicembre. Ti-
toli di questo tenore, da setti-
mane, appaiono in televisione
e sui giornali. I bambini spar-
gono il virus, gridano gli
esperti. Il maggiore aumento
dei casi è nella fascia 5-11, tuo-
nano i televirologi. Ci sono
pure i tre dottori canterini (di
Bassetti-Pregl iasco-Crisanti,
dirige il maestro Pregad io)
che intonano radiosi: «Se
tranquillo vuoi stare i nonni
non baciare». Il messaggio è
univoco: i piccoli sono perico-
losi. Gli adulti, dopo tanto
martellamento, sembrano es-
sersene convinti e, pare, an -
che gli stessi bambini hanno
introiettato
la narrazione
p reva l e nte.
A questo proposito, sul -
lHuffington Post sono uscite
alcune dichiarazioni spaven -
tose di Daniela Chieffo, neu-
ropsicologa presso lUn ità
operativa di neuropsichiatria
infantile del Policlinico Ge -
melli di Roma. «I bambini in
queste ultime settimane si
sentono sempre di più degli
untori», ha detto la dottores-
sa. «Per questo hanno paura
di vivere il Natale. Provano un
senso di solitudine, abbando-
no, di minore condivisione
delle feste natalizie, che inve-
ce sono solitamente il periodo
più gioioso per loro». (PER COLPA DI GENITORI MENTECATTI !) La sen -
sazione immediata, confes -
siamo, è che queste uscite sia-
no lennesimo frutto avvele -
nato de lla propaganda. La
C h ie f fo, infatti, sostiene pure
che i piccini «chiedono sem -
pre più di poter essere difesi e
difendere. E ancora una volta
vedo un senso straordinario
di responsabilità che si è no -
tato già quando i piccoli por -
tavano la mascherina nelle
scuole senza lamentarsi». Cu-
rioso: prima viene a dirci che i
bambini, poveretti, si sentono
untori
e si stanno rovinando il
Natale e subito dopo sostiene
che,
in fondo, i piccoli fanno
bene a chiedere di essere vac-
cinati
perché così proteggono
gli altri. In sostanza, la lumi -
nare ci sta spiegando che i pic-
cini stanno male e per non
farli sentire untori dobbiamo
trattarli da untori
e vaccinar-
li.
Comunque sia, il quadro
della situazione è piuttosto
limpido: come da tempo acca-
de, a fare le spese della follia
medicalizzante
sono i più vul-
nerabili, cioè i bambini. Di
fronte al diffondersi di Omi -
cron, davanti alla perdita di
efficacia dei vaccini e al co -
spetto della degenerazione
burocratica della pandemia

lunica cosa che riusciamo a
fare è accanirci sui piccoli.
È quello che, con toni allar-
mati, ha appena fatto la Fiaso,
lassociazione che supervisio-
na i cosiddetti «ospedali sen -
tinella». Nel suo ultimo re -
port scrive che «il dato più si-
gnificativo della settimana 14-
21 dicembre è il boom di rico-
veri tra i minori». Già leggen-
do una frase del genere vengo-
no i brividi. E aspettate di sen-
tire il seguito. «Nei 4 ospedali
pediatrici e nei reparti di pe-
diatria dei 21 ospedali senti -
nella», afferma il comunicato
della Fiaso, «il numero dei
bambini ricoverati è pratica -
mente raddoppiato, passando
da 23 a 45, con un incremento
pari al 96%. Tra i piccoli de -
genti il 69% ha tra 0 e 4 anni
mentre la restante parte del
31% ha tra 5 e 18 anni. Nessuno
dei minori sopra i 5 anni era
stato vaccinato con ciclo com-
pleto. Da sottolineare, tutta -
via, che la metà dei bambini
finiti in ospedale, precisa -
mente il 49%, ha un genitore
non vaccinato e ben il 38% ha
entrambi i genitori no vax».
Il testo è terrificante: per -
centuali da capogiro, cifre da
batt ic uo re... Viene persino
evocato il puzzo di zolfo dei
soliti no vax. Qualcosa, però,
non torna. A spanne, le perso-
ne attualmente positive in Ita-
lia sono 384.000, di cui circa
100.000 minorenni. Tra i mi-
norenni, il 51% sono bambini
tra i 5 e gli undici anni.
Già così la faccenda assume
prospettive un poco più reali-
stiche. Su migliaia di mino -
renni, avere qualche decina di
ricoverati (o persino qualche
centinaio) è abbastanza com-
prensibile. Ma cè di più. Dei
45 ospedalizzati indicati dalla
Fiaso, 31 sono in un età (0-4
anni) in cui al minimo proble-
ma si corre (giustamente) alla
struttura sanitaria più vicina.
Resta una quindicina di rico -
verati nella fascia 5-18: tutti
non vaccinati, rimarcano gli
espertoni. Ebbene, ci risulta
che le inoculazioni per la fa -
scia 5-11 anni siano iniziate il
15 dicembre, quindi un bam -
bino completamente vaccina-
to, semplicemente, non ci può
essere a causa delle tempisti-
che. Ecco, dunque, la realtà:
migliaia di bambini contagia-
ti, pochissimi ricoverati an -
che senza vaccinazione com -
pleta. Però continuiamo a in -
seguire i piccini, continuiamo
a trattarli da untori, insistia-
mo a presentarli come mes -
saggeri della pestilenza. E
perché mai? Per un delirio
bu ro c rat ic o.

Roviniamo la vita ai bambi-
ni nella speranza di non rovi-
narci la festa.
Tanti auguri.


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