STUPIDA RAZZA

martedì 28 dicembre 2021

«Nel 2021 abbiamo perso il 90% Spettacoli e locali sono al collasso»

 

«Continuiamo a rinviare i concerti. La sospensione delle grandi manifestazioni di Natale sono un grave danno per il settore. Probabilmente lo stop durerà fino ad aprile e poi chissà cosa succederà in estate. Non possiamo andare avanti in questa situazione di estrema incertezza, di improvvise restrizioni. Avevamo sperato che con la vaccinazione e il super green pass ci sarebbe stata una sorta di normalità, tant’è che gli enti pubblici e quelli privati avevano messo in calendario per le feste un ricco programma di eventi. All’improvviso tutto è stato chiuso». Vincenzo Spera, presidente di Assomusica, dice tranchant: «Senza la musica i locali muiono. Sono rimasti chiusi per troppo tempo e sono una realtà che non possiamo permetterci di perdere». A quanto ammontano le perdite finora? «Da gennaio a ottobre 2021 c’è stato un calo di fatturato del 90,24%. E veniamo da un anno terribile. Nel periodo marzo-maggio 2020 sono stati sospesi 4.200 concerti tra rimandati e cancellati. Questo significa che 250.000 famiglie di lavoratori dello spettacolo di musica dal vivo sono tuttora senza occupazione. Il settore dei live nel 2020 ha registrato cali di fatturato vicini al 100% rispetto al 2019, con una perdita di 650 milioni di euro tra febbraio e settembre 2020. A questo danno si aggiungono le perdite legate all’indotto, che stimiamo in oltre 1,5 miliardi di euro nello stesso periodo. In condizioni normali i concerti sono seguiti da 10 milioni di spettatori annui che portano un fatturato di circa 700 milioni di euro. Tutto questo patrimonio si è azzerato e anche la possibilità che le feste natalizie potessero segnare un recupero, anche parziale, delle perdite è svanita. C’è una grande confusione tra direttive del governo e ordinanze dei Comuni». Si riferisce alle modalità di utilizzo del super green pa s s? «Ci avevano garantito che il certificato rafforzato avrebbe consentito lo svolgimento dell’attività concertistica anche nelle zone gialle seguendo i criteri del riempimento al 60% nei palazzetti, al 75% negli stadi e al 100% nei luoghi di spettacolo. Poi sono intervenute le linee guida delle Regioni che hanno trasformato la presenza al 100% in piedi nel 50% con posti a sedere distanziati. Infine è spuntata l’estensione del tampone anche ai vaccinati che rivoluziona il sistema di regole. Programmare con questo scenario è impossibile. Può accadere che la stessa autorità che ha autorizzato un concerto, poi, il giorno dopo revochi la licenza. Ma i concerti non si possono montare e smontare nel giro di 48 ore. Allora, mi chiedo, a cosa serve il green pass? Con questa incertezza, anche i più appassionati di musica perdono entusiasmo». Avete calcolato quanti operatori del settore rischiano di perdere il pos to? «Potremmo perdere un 50% del personale. E tra questi ci sono tecnici specializzati che, dopo due anni di lavoro saltuario, o sono migrati o si sono reimpiegati in altri settori. Sono scomparsi a migliaia gli addetti alle forniture dei servizi, i facchini, il personale della sicurezza. Nella mia città, Genova, ho faticato a trovare cinque facchini. La cooperativa a cui di solito mi rivolgevo mi ha detto che a fine anno chiude». Vuol dire che il settore si sta impoverendo di professionalità specializzate? «Proprio così. Il presente è grave ma il futuro è ugualmente preoccupante perché se si riparte con accelerazione, potrebbero mancare il personale e le strutture necessarie a preparare un concerto. Chi per due anni non ha lavorato è andato a fare altro o ha richiesto il reddito di cittadinanza. E non lascia il sussidio se non ha la possibilità di essere impiegato regolarmente con un minimo di certezze. C’è poi un altro problema che riguarda il rapporto con i circuiti esteri». Ma in Europa stanno chiudendo tutti. «Sì, ma in Italia le chiusure sono più lunghe. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito i concerti si sono continuati a fare, solo ultimamente c’è stato un giro di vite. Rischiamo di essere tagliati fuori dal circuito dei grandi eventi internaz io n a l i » .

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