NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
mercoledì 9 marzo 2022
C’è la prova: lo scopo è il green pass eterno
Il ministro
della Salute riconosce che ormai l’e me rgenza non esiste più
ma rifiuta di
mollare la tessera verde con
la scusa del «gradualismo».
La Viola applica il modello
pandemico alla crisi energetica: abbiamo obbligato gli
italiani a stare in casa, ora
facciamoli consumare meno
per «salvare» il clima.La linea politica ricorda
molto quella espressa, alla
fine dell’Ottocento, dai socialisti britannici della Fabian society: niente palingenesi rivoluzionarie, niente
colpi di mano. Per costruire
con successo l’utopia serve
un approccio graduale in
modo che le nazioni, quasi
naturalmente, si adeguino al
nuovo ordine. Ecco, con il
green pass sta funzionando
più o meno in questa maniera: lo abbiamo introdotto
quasi in sordina, spacciandolo per uno strumento di
facile digestione con cui garantire un minimo di sicurezza in più, e continuiamo a
tenercelo, contando sul fatto
che la popolazione si sia ormai abituata.
Roberto Speranza è stato
piuttosto chiaro a riguardo:
«Penso che dobbiamo valutare passo dopo passo», ha
detto. «L’impegno del governo è quello di superare lo
stato d’emergenza. E superare lo stato d’e me rgen za
non significa d’un tratto magicamente essere fuori da
ogni vincolo, perché il Covid
continua ad essere una sfida
con cui fare i conti».
Lo scenario che il ministro della Salute dipinge
sembra prevedere una sorveglianza con diverse sfumature d’intensità. «Siamo
molto più forti rispetto al
passato perché abbiamo fatto una bellissima campagna
di vaccinazione», ha spiegato domenica. «Avere oltre il
91% di persone che ci hanno
seguito in questa campagna
di vaccinazione mette il nostro Paese in condizioni
molto diverse rispetto al
passato e noi stiamo piegando questa curva di omicron
grazie ai vaccini senza chiusure generalizzate».
Sintesi interessante: da
una parte Speranza fa presente che la situazione sanitaria è migliore rispetto al
passato grazie alle misure
costrittive; dall’altra evoca
ancora lo spettro della chiusura totale. Un po’ come dire: il lasciapassare e le restrizioni sono un male minore rispetto al disastro che
potrebbe profilarsi. Attenti
poi alla conclusione del suo
discorso: «Proseguirà il confronto tra di noi nel governo
e fra governo e Parlamento, e
valuteremo la strada migliore», dichiara il ministro,
«ma il percorso è ancora,
per quanto mi riguarda, un
percorso di fiducia verso
una fase nuova ma di gradualità perché questo è il
metodo che ci siamo dati e
finora ha portato a risultati
che sono sotto gli occhi di
tutt i » .
Certo: i risultati sono sotto gli occhi di tutti, e mostrano chiaramente che la carta
verde è totalmente inutile,
tanto che è ancora operativa
soltanto qui e che la curva
dei contagi sta leggermente
rialzando la testolina pur in
assenza di aperture. Eppure
il ministro sostiene che il
lasciapassare debba rimanere attivo. Certo, magari
nelle prossime settimane si
potrà depotenziarlo un pochino, tuttavia eliminarlo
non si deve: sempre meglio
mantenere un approccio
«gradualista», anche se stiamo andando verso la stagione calda, e se c’è un momento in cui avrebbe senso allargare le maglie è esattamente
que s to.
Non vogliamo essere troppo pessimisti, ma ci sembra
che il giochino sia il seguente: si temporeggia sulla cancellazione della tesserina,
magari ne si riduce un filo la
portata (ad esempio si lasciano liberi i cittadini di
sedersi nei tavoli esterni dei
locali), però la si tiene a portata di mano. Così - qualora i
contagi che la carta verde
non ha eliminato dovessero
risalire - si avrà gioco facile a
dichiarare: visto che il green
pass serve ancora? In questo
modo, lo strumento che doveva essere emergenziale e
temporaneo diviene permanente e strutturale. E potrà
agevolmente essere utilizzato ad ampio raggio.
Qualche indizio del fatto
che ci si possa incamminare
su questa strada già lo vediamo. Ieri, ad esempio, la dottoressa Antonella Viola ha
firmato un suggestivo commento sulla Stampa d e d ic a -
to al conflitto in Ucraina e
alle sfide che esso pone all’Italia. Si tratta della stessa
studiosa che, qualche tempo
fa, affermava convinta: «I
politici non possono mettere in discussione quello che
dicono i medici». Resta da
capire perché, invece, lei che
è immunologa possa discettare serenamente di politiche energetiche, ma sorvol i a m o.
La tesi della dottoressa è
cristallina: non dobbiamo
tornare alle centrali a carbone, dice, perché «minacciano la salute». Che fare dunque per sopperire all’eve n -
tuale mancanza di gas e petrolio di provenienza russa?
Ecco la soluzione: «Se durante la pandemia abbiamo
obbligato gli italiani a restare chiusi in casa per mesi,
perché in una situazione di
emergenza energetica non
chiedere loro di risparmiare
energia? […] Credo che gran
parte degli italiani preferirebbero consumare meno,
fare qualche rinuncia in più,
piuttosto che rivedere attive
le centrali a carbone».
Visto? Tutto è estremamente lineare: se siamo riusciti a recludere in casa gli
italiani con la scusa dell’emergenza sanitaria, se siamo stati in grado di imporre
tramite il green pass la segregazione di centinaia di
migliaia di persone, perché
non potremmo, domani, imporre la riduzione forzata
dei consumi? Se nel pieno
dell’emergenza tutto è possibile, non resta che prolungare l’emergenza all’i n f i n i to
o sostituire un’e m erge nza
con un’altra: prima il virus,
in seguito la guerra, quindi
la fine dell’umanità causata
dal riscaldamento globale.
Si agita lo spauracchio
della potenziale catastrofe e
si chiede un piccolo sacrificio, un «male minore» per
evitare il «male assoluto».
Così gradualmente, un giorno alla volta, l’eccezione diviene normalità, la guerra
diviene pace, e la schiavitù
libertà. Per il nostro bene,
ov v i a m e nte.
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