STUPIDA RAZZA

giovedì 10 marzo 2022

Per salvare la transizione verde l’Ue manda in default l’agricoltura

 

Sotto i colpi dei cannoni di
Vladimir Putin ci sono le ma-
cerie anche dellEuropa.
Agricoltori e agroalimentare
sfiduciano Bruxelles e i diktat
sulla gestione dei campi. Ali-
mentata dalla crisi del grano
questa rivolta sarà anche uno
scoglio per il governo. In ballo
cè la denuncia della politica
agricola comunitaria che
Gian Marco Centinaio, sotto-
segretario agricolo della Le-
ga, giudica «obsoleta» ancor
prima che sia attuata.
Ursula von der Leyen du e
giorni fa a Mario Draghi ha
ribadito che sul green deal si
va avanti. Pare non accorgersi
che la guerra ha rivelato la
fragilità alimen tare dellUe .
Per la presidente della Com-
missione conta solo le c o l og i-
camente corretto. Sostiene
anche per uscire dalla dipen-
denza russa - che «sarà neces-
sario il potenziamento della
produzione europea con in-
vestimenti massicci in ener-
gie rinnovabili - eolica, solare
e a idrogeno - per imprimere
u naccelerazione al green
deal». La von der Leyen, ava l-
lata da Mario Draghi, dice di
voler far pagare meno lener-
gia ai consumatori. Poi cosa
mangiano e quanto spendono
per farlo non le interessa. Ci
pensa Franz Timmermans
il suo vice che dà il via libera
agli insetti nel piatto, alla car-
ne sintetica e col Nutri-score
(letichetta a semaforo) mette
fuori mercato le produzioni
tradizionali promuovendo gli
alimenti iper-processati del-
le multinazionali. Anche se la
crisi ucraina ha dimostrato
che in Europa mancano il gra-
no, lolio di girasole, il mais, i
fertilizzanti. Il rischio è di fa-
re lo stesso errore che si è
fatto sullenergia: dipendere
d a l lesterno. Contro questa
visione sta montando la rivol-
ta degli agricoltori.
Gian Marco Centinaio (Le-
ga) domani riunisce i produt-
tori cerealicoli per affrontare
la crisi del pane e sottolinea:
«Rischiamo che sia messa in
pericolo la nostra sicurezza
alimentare. Alla luce del qua-
dro attuale la nuova Pac, che
secondo diversi studi mette a
rischio l approvvigionam en-
to di cibo in Ue, appare obso-
leta e anacronistica». D un-
que l Italia ne chiede la ri -
scrittura o il rinvio di un anno
per studiarne limpatto. Sot-
tolinea Centi n a io: «Cè preoc-
cupazione crescente manife-
stata dagli assessori regionali
allAgricoltura che vogliono
rivedere contenuti e priorità
della Pac». Su questo si ri -
schia uno scontro nel gover-
no. Il ministro per lA g r ic o l-
tura Stefano Pauanelli tace,
ma Mario Dr aghi si è molto
speso con la von der Leyen e
per la cosiddetta «maggio-
ranza Ursula», Pd più Forza
Italia, lEuropa ha sempre ra-
gione. Epp ure monta una
fronda energica. Luigi Scor-
damaglia, consigliere di Filie-
ra Italia tuona: «Chi a Bruxel-
les pensava che autosuffi-
cienza e sovranità alimentare
non fosse più un bene da tute-
lare prioritariamente e che
dei nostri agricoltori se ne
potesse fare a meno si deve
ricredere. Va rivista la politi-
ca di smantellamento della
produzione irresponsabil-
mente posta alla base della
strategia Farm to Fork».
È la traduzione agricola del
green deal e impone che il
10% delle terre restino incol-
t e . I n I t a l i a p e r d i a m o
200.000 ettari di coltivazione
allanno e ci manca la farina
per il pane, ma Bruxelles ci
vieta di coltivare.
Un allarme ancora più for-
te viene da Alleanza Coopera-
tive presieduta da Giorg io
Mercuri. Uno studio della
Wageningen University & Re-
search dimostra che appena
Farm to Fork sarà operativo
avremo un calo compreso tra
il 10% e il 20% della produzio-
ne media e un aumento dei
prezzi del 30%. Luigi Scorda-
maglia più volte ha chiesto
che venissero pubblicati gli
impatti del green deal sulla-
groalimentare. Ma la Com -
missione ha sempre negato
gli atti. Salvo scoprire oggi
che senza metano non ci sono
i fertilizzanti il costo è
schizzato del 170% - ma senza
fertilizzanti si raccoglie metà
del grano. Lalternativa è il le-
tame, ma per produrlo servo-
no gli allevamenti che il green
deal e lafflato ecologista-ve-
gano vogliono chiudere. Dav i-
de Vernocchi che per Allean-
za coop si occupa dellorto-
frutta (altro settore messo in
ginocchio dal caro-energia)
sostiene che «lo studio olan-
dese dice ai cittadini a cosa
andranno incontro. Oltre al
calo dei quantitativi, rischia-
mo di perdere la biodiversità
mediterranea. Avremo merci
turche o egiziane di qualità
decisamente inferiori». Ma
questa è lEuro pa.

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