Il convegno che a Torino ha visto la prima uscita pubblica della Commissione dubbio e precauzione patrocinata da Massimo Cacc ia ri , G io rg io A ga m b e n , Ugo M attei e C a rl o Fre c c e ro e che ha visto la presenza di molti autorevoli studiosi, ha dimostrato come in un assetto di totale asimmetria agire come se ci si trovasse ancora all’interno della dialettica democratica sia un errore. In generale tutto quello che è riconducibile a un’a ss e mblea del 1968 non è uno strumento funzionale nel mondo di oggi; nel mondo del Covid show è addirittura controproducente. Mi stupisce che Car - lo Freccero, teorico delle dinamiche di manipolazione mediatica, non abbia messo in guardia dai rischi che un convegno aperto a tutti, con decine di interventi su argomenti disparati, non abbia fatto altro che attirare gli squali dei media che prontamente hanno fatto il loro lavoro: hanno citato un paio di eccentrici e scartato le questioni ineludibili. Si chiama cherry picking ed è la base stessa del regime mediatico. Il giorno dopo Re p ub b l ic a fa finta di intervistare Ug o M attei e tra un «i giovani sono migliori di come pensa lei» chiude con una bella domanda: «Ma farete un partito?» e M attei risponde che «se ci sarà, sarà olistico». Fine intervista su «olistico», taglio netto, come quando Myrta manda la pubblicità. Poi lo sente La Verità e guarda caso il partito non c’è più. Purtroppo ha ragione Carlo Lottieri il quale, anche lui alle prese con un giornalista che sembra un promotore finanziario al quale il cliente risponde in modo diverso dalle simulazioni, ricorda come i «diritti inalienabili» o sono inalienabili o non sono e che avere il diritto inalienabile di non essere costretto a subire un trattamento medico non è subordinabile a niente perché o il diritto è un dato di natura oppure è concesso dal re o dal Leviatano o semplicemente da quello che picchia più forte. La verità è che gli Stati postilluminsti, e l’Unione europea ne è la più fulgida nipotina, a parole ti dicono di credere nei diritti inalienabili, ci scrivono sopra i trattati e le costituzioni, però poi quando si tratta di agire si comportano come se sapessero che in realtà i diritti vengono dati e tolti dallo S p e ra n za o dal Br u n etta di turno e il fatto di dovere o non dovere sottostare a un coprifuoco è una cosa che alcuni decidono per te e tu la subisci e basta. L’attuale assetto di sorveglianza e controllo diffuso sintetizzata dall’efficacissimo super green pass si regge innanzitutto su di un sistema propagandistico talmente diffuso e pervasivo da consentire ai chierici sui media di poter tranquillamente affermare una cosa e il suo contrario due giorni dopo senza che ciò venga percepito come problematico dal pubblico. È chiaro che in un convegno con 20 interventi, tra i 19 di valore verrà citato soltanto quello eccentrico e tra le sacrosante finalità della Commissione verrà messa in luce soltanto la presenza di alcuni desiderosi di riproporre l’esperienza del Movimento 5 stelle. Non credo che la finalità di C ac c i a r i ,A ga m b e n ,Frec - c e ro o L ottie r i sia questa. Un sistema dei media in stato di guerra - sono loro a ripeterlo ogni giorno - deve necessariamente manipolare l’informazione secondo le ingenue indicazioni del senatore M a r io M o nti , anzi è proprio suo dovere farlo. E non importa se nella fase di silenziamento ci finiscono anche verità inoppugnabili, non c’è tempo per il disfattismo. Sì perché alcuni argomenti sono talmente inoppugnabili da non aver nemmeno bisogno di una Commissione: la chiarezza sugli effetti collaterali del vaccino, il rifiuto dello Stato di risarcire i danni da vaccino, la diffusa renitenza a esentare dal vaccino chi dovrebbe esserlo per motivi di salute, sono solo alcuni degli argomenti incontestabili che semplicemente vengono ignorati. All’interno di tale impostazione l’unica possibile azione volta «al dubbio e alla precauzione» consiste nel preservare l’autenticità, la serietà e l’autorevolezza dei ragionamenti e delle obiezioni, cioè sollevarle nei contesti adatti e con gli strumenti adatti. Buttarle tutte dentro un happening in cui si passa da Foucau lt ad Ador - no alle velleità politiche di qualcuno fa troppo 5 stelle per essere credibile, fa troppo Sessantotto per essere efficace, fa troppo Sardine per essere autorevole e fa troppo Popolo viola per non essere triste.
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