STUPIDA RAZZA

mercoledì 8 dicembre 2021

Gas e nucleare fonti green ma i 27 rimangono divisi



Il commissario Ue, Vladimir Dombrovskis, ha confermato che a breve la Commissione presenterà la classificazione delle fonti energetiche “green” che riguarderà gas e nucleare. La Commissione europea ha spiegato ieri che intende presentare «a breve» il sistema di classificazione da utilizzare quando si tratta di decidere se un investimento sia in linea con i nuovi e ambiziosi obiettivi ambientali dell’Unione Europea. Come già annunciato a fine ottobre, l’esecutivo comunitario ha confermato che nel codice di tassonomia saranno presenti sia il gas che il nucleare. L’atteso atto delegato dovrà essere fatto proprio dal Consiglio. «Il mix energetico del futuro deve basarsi su una quota maggiore di fonti rinnovabili ma anche su fonti di energia stabili e, durante la transizione, sul gas», ha spiegato il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. «Come ha detto in ottobre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, l’esecutivo comunitario intende presentare a breve una proposta di tassonomia comprendente sia il gas che il nucleare». La presa di posizione avvenne alla fine di un Consiglio europeo (si veda Il Sole 24 Ore del 23 ottobre). Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, nella riunione di ieri dei ministri delle Finanze il tema è stato sollevato da una manciata di Paesi che hanno colto l’occasione per ribadire la loro posizione. Mentre la Francia e alcuni Paesi dell’Est insistono per il nucleare, la Germania e l’Italia sottolineano l’importanza del gas. Vi è materia per un compromesso, anche se i dettagli saranno importanti: quale tipo di nucleare ritenere verde? Quali centrali per il gas considerare ecologiche? Su questi aspetti, Bruxelles sta ancora lavorando. Il codice di tassonomia è particolarmente importante perché sarà lo strumento che convoglierà, in una direzione o nell’altra, centinaia di miliardi di euro di investimenti pubblici e privati, in un contesto nel quale l’Unione europea tenta di diventare neutrale da un punto di vista climatico entro il 2050. La proposta della Commissione europea verrà presentata sotto forma di atto delegato. Varrà da parte dei Ventisette il silenzio assenso, salvo se una maggioranza qualificata rafforzata (ossia pari al 72% dei Paesi e al 65% della popolazione dell’Unione) si oppone.

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