STUPIDA RAZZA

giovedì 16 dicembre 2021

Istat: allarme nascite, nel 2021 verso nuovo minimo storico

 

Nei primi nove mesi di quest’anno le nascite sono già 12.500 in meno rispetto allo stesso periodo 2020, quasi il doppio di quanto rilevato nello stesso periodo. Una tendenza in atto da anni ma che ha subito un peggioramento per la pandemia da Covid-19: il solo mese di gennaio 2021 ha fatto registrare il maggiore calo di sempre (quasi 5mila nati in meno, -13,6%). Ma c’è di più: «Tale diminuzione sembra l’indizio di una tendenza più duratura in cui il ritardo è persistente o, comunque, tale da portare all’abbandono nel breve termine della scelta riproduttiva» dice l’Istat. Nel 2020 era stato toccato il minimo storico dei nati, 404.892 (-15 mila sul 2019). Una soglia che sta per essere sfondata: è stato stimato dal presidente Istat, Giancarlo Blangiardo, che nel 2021 le nascite saranno entro un range di 385-395mila. Il numero medio di figli delle donne di cittadinanza italiana nel 2020 è stato pari a 1,17, il numero più basso di sempre. Dal 2008 le nascite sono diminuite di 171.767 unità (-29,8%). Il calo è attribuibile per la quasi totalità alle nascite da coppie di genitori entrambi italiani (316.547 nel 2020, -163 mila sul 2008). Nel 2012-2020 sono diminuiti anche i nati con almeno un genitore straniero (-19mila) che, con 88.345 unità, costituiscono il 21,8% del totale dei nati, oltre 4 mila in meno solo nell’ultimo anno. Nel 2020 è di 31,4 anni l’età media alla nascita del primo figlio, oltre 3 anni in più rispetto al 1995. Le regioni del Centro sono quelle che presentano il calendario più posticipato (32,6 anni). Le madri residenti nel Lazio hanno un'età media al parto pari a 32,7 anni, superate solo da Basilicata (33 anni) e Sardegna (32,8). Ma il 2021 segnerà un altro passaggio: entro la fine dell’anno in Italia gli abitanti «saranno meno di 59 milioni» ha annunciato Blangiardo. 

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