«Ho iniziato il mandato nel 2017 con una visione di Genova che non includeva più la gestione del declino, come invece era accaduto coi precedenti amministratori, ma puntava e punta sulla crescita della città intorno a tre principali vettori di sviluppo economico: porto e logistica; alta tecnologia; turismo». Marco Bucci, sindaco di Genova e commissario governativo per la ricostruzione dopo il crollo del ponte Morandi, sintetizza così i suoi obiettivi di primo cittadino di Genova, mentre punta alla rielezione per il secondo mandato nel 2022. La sua amministrazione si è trovata a fronteggiare la caduta del Morandi e il Covid. Quanto di ciò che state facendo ora è frutto della spinta, anche economica, impressa dal decreto Genova per la ricostruzione del ponte? La vicenda del viadotto e il Covid hanno rallentato il mio progetto partito nel 2017. D’altro canto, quando arrivano grandi tragedie e grandi cambiamenti, bisogna riuscire a trovare il modo per uscirne; il che, alla fine, accelera il percorso e non lo frena. Perché il cambiamento genera entusiasmo, energia e imprime un modo diverso di vedere le cose. Genova in questo senso è un esempio: è riuscita a fare questo tipo di percorso e a farlo bene. Ci sono cantieri ovunque e tantissimi problemi del passato vengono risolti. Ad esempio? Dico i più recenti: abbiamo appena inaugurato i lavori per il riassetto della ex Mira Lanza, chiusa dagli anni ’90, con un investimento di privati di circa 40 milioni; poi il parcheggio davanti all’ospedale San Martino, che per 15 anni è rimasto un buco incompiuto e ora sta per essere portato a compimento con un impegno di 20 milioni (sempre di privati, ndr); e ancora l’ex mercato ortofrutticolo di Corso Sardegna che, dopo una ristrutturazione da circa 30 milioni con project financing, sabato viene consegnato (con spazi commerciali e verdi, ndr). Noi abbiamo una visione di città molto chiara: Genova deve essere internazionale, ecosostenibile, hi-tech. La logistica genovese, però, attualmente è molto penalizzata dalle infrastrutture viarie. Il nodo autostradale è un grosso problema ma la Gronda di Ponente e il tunnel della Fontanabuona sono infrastrutture che potranno aiutarci. La Gronda però è ancora bloccata al Mims. Sì, manca solo la firma del ministro: il progetto di Autostrade c’è, le aree sono pronte, gli espropri sono tutti fatti. Possiamo solo aspettare quella firma. E il porto? Penso a una città integrata col porto e viceversa. Per lo scalo prevediamo, oltre alla nuova diga foranea, circa 600 milioni di investimenti sui moli e altri 600 per il nuovo bacino di Sestri Ponente.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento