STUPIDA RAZZA

lunedì 6 dicembre 2021

«Nelle agenzie siamo allo stremo schiacciati anche dai colossi Web»

 

«Siamo ripiombati nel tunnel. Il settore è paralizzato. Contiamo solo le disdette. Ogni giorno c’è una nuova destinazione che chiude e l’incertezza aumenta. Ma le agenzie di viaggio non ne possono più, sono allo stremo e a fine anno terminerà la cassa integrazione. Oltre 40.000 posti sono a rischio. La crisi è aggravata dalla concorrenza delle piattaforme di prenotazione online, che continuano a fare affari e non devono sottostare ai nostri obblighi fiscali». Ivana Jelinic, presidente della Fiavet (Federazione delle imprese di viaggi), è un fiume in piena: «Senza un intervento dello Stato le 10.000 imprese del settore rischiano di essere falcidiate». Le agenzie turistiche avevano appena riacceso i motori, dopo un’estate di lieve ripresa degli spostamenti e ora sono ripiombate nella crisi nera. «Ci sono stati proclami trionfalistici sull’andamento della scorsa stagione ma non è sufficiente che la macchina giri per due mesi per dire che è tutto a posto. Equivale a curare un malato terminale con la tachipirina». Quali sono le previsioni per questo inverno? «La stagione è compromessa. L’attività turistica è paralizzata, le persone hanno paura di spostarsi. Nelle ultime due settimane le agenzie hanno ricevuto disdette del 70% delle prenotazioni. I corridoi turistici Covid free sono partiti con il contagocce, i flussi sono molto contenuti. A fine dicembre termina la cassa integrazione. Il prolungamento è necessario per evitare il tracollo di tante imprese che hanno preso commesse dagli alberghi, hanno investito e ora devono far fronte alle disdette. In estate chi ha lavorato bene ha recuperato solo il 30%. Ancora oggi tante aziende lamentano cali del 70% rispetto al pre Covid. I viaggi all’estero sono crollati dell’80%. Gli italiani che hanno scelto di passere il Natale oltre confine sono meno del 13% rispetto a un periodo normale». Ma il turismo italiano la scorsa estate è stato intenso e anche questo inverno potrebbe fare il bis. Non compensa la mancanza degli s tra n ie r i ? «È una visione del settore sbagliata. Un americano in visita in Italia soggiorna per almeno due settimane e spende 4 volte un italiano che si sposta per sette giorni. Oltre la metà delle presenze è di stranieri. La verità è che c’è stato il boom delle case vacanza, affittate in nero a prezzi da capogiro. Se non riprendono provvedimenti c’è il pericolo che le nostre aziende di viaggi siano sostituite dai grandi gruppi internazionali. C’è già lo strapotere delle agenzie online». Si riferisce a Booking? «Sì e non solo Booking. Sono piattaforme che esercitano in Italia ma senza gli oneri a cui sono sottoposte le aziende che operano in Italia. Se ne discute da anni ma non è stata applicata nemmeno una minima tassa. Il fenomeno delle prenotazioni su tali piattaforme si è amplificato con in Covid. Anche il semplice sul territorio nazionale è scelto su Internet. Bene l’uso della tecnologia ma il problema è la parte fiscale. Le piattaforme usufruiscono di fiscalità più vantaggiose e possono applicare prezzi più bassi». Quante agenzie di viaggio hanno chiuso e quante rischiano di smettere l’attiv i - t à? «In due anni è scomparso il 20% delle aziende e ora con il disastro invernale un altro 10% rischia. Avete mai visto proclami di aiuto da parte di B o o k i n g? » . Non sarà che sulle piattaforme di prenotazione si trovano soluzioni a buon merc ato? «È un’illusione. Spesso sono prezzi civetta che attirano l’utente. Poi però vengono inseriti una serie di servizi e il costo del viaggio lievita. Inoltre prima appare il prezzo più basso che però sale appena le richieste aumentano. Le strategie di marketing sul Web sono sofisticate. I vantaggi sono apparenti».



Nessun commento:

Posta un commento