Su l l ’arco alpino ora si guarda più il bollettino dei contagi che quello meteo della neve. La speranza che la campagna vaccinale potesse garantire un Natale più sereno, recuperando parte delle perdite disastrose di due anni di lockdown, è stata travolta dalla duplice slavina del passaggio dell’Alto Adige in zona gialla e dell’introdu - zione del super green pass. Dubbi, incertezze, timori di un peggioramento della situazione, hanno caratterizzato il primo giorno del certificato verde rafforzato. Gli alberghi sono stato travolti dalle chiamate di chi era in bilico se prenotare o aspettare ancora a ridosso del Natale ma anche di chi aveva già fermato una stanza. L’incertezza riguarda soprattutto i turisti extra Ue, cioè coloro che sono immunizzati con un vaccino non riconosciuto dall’Ema, come lo Sputnik, il Sinovac o il Sinopharm, molto diffusi nell’Est Europa, in Russia e nei Paesi asiatici. Costoro non hanno il green pass e quindi non possono accedere negli alberghi i ta l i a n i . Un bel guaio per le strutture. Il coordinatore genovese di Assohotel, Fabio Serpi, ha sollevato il problema chiedendo alle istituzioni e alla comunità scientifica di «sciogliere questo nodo che mette in difficoltà tante strutture ricettive». S e r pi sottolinea che «per le aziende del settore, la situazione continua a essere molto delicata e, pur comprendendo l’intenzione del governo di convincere quante più persone a vaccinarsi, è però importante veicolare un messaggio di apertura: rispetto ad un anno fa abbiamo gli strumenti per tornare a fare la vita di s e m p re » . La situazione quindi doveva essere sotto controllo, invece si torna al rebus di quali Regioni cambieranno colore. Il giorno stesso del debutto del pass rafforzato, l’Alto Adige è slittato in modalità gialla e c’è chi scommette che il Friuli presto si colorerà di arancione. Di fronte alla scacchiera dei colori, anche il turista più motivato, attende di vederci chiaro. «Gli alberghi non sono ancora tutti aperti e qualche difficoltà potrebbero averla i ristoranti con i controlli. Abbiamo ricevuto tante chiamate di persone che volevano chiarimenti, avevano dubbi. Abbiamo ribadito che gli impianti sono tutti aperti. Qui si scia anche se in zona gialla» spiega Manfred Pinzger, pre - sidente di Federalberghi Alto Adige e vicepresidente di Confcommercio nazionale. E sottolinea che quando alcune località sono passate in zona rossa, «è stata fatta una cattiva comunicazione e c’è chi ha pensato che non si potesse più sciare. Così sono piovute le disdette. Niente di più sbagliato » . E avverte che anche il super green pass « va spiegato bene per tranquillizzare soprattutto i turisti stranieri». Il bilancio delle prenotazioni per gennaio e febbraio è in negativo del 50% rispetto al pre Covid. «Ma ormai lo sappiamo, si naviga a vista soprattutto con il continuo cambio normativo», dice tranchant. In Veneto, a parte Cortina, città iconica del Natale, il tasso di occupazione medio degli alberghi nel periodo compreso tra il 10 gennaio e il 14 febbraio prossimi è solo del 26%. Il presidente di Federalberghi della Regione, M as s im i li an o Schiavon, riferisce che l’atteg - giamento del turista è di grande cautela. «Vuole capire cosa accadrà nelle prossime settimane, se ci saranno ancora c a m bi a m e nt i » . Il presidente del Friuli- Venezia Giulia, M as sim il ia no Fe dr iga , ha già annunciato che qualora la Regione dovesse passare in zona arancione, le attività resteranno comunque aperte. A Milano ci si sforza di essere ottimisti. Il presidente di Confcommercio della città, Gabriel Meghnagi, dice che i negozi per il fine settimana erano pieni ma nel primo giorno del super certificato hanno registrato minori presenze. Ma lo attribuisce al ponte di Sa nt’Ambrogio e dell’Im macolata. «Nei negozi c’è l’obbli - go della mascherina, non del green pass, quindi tutto procede in modo ordinato» e lancia alcune stime sugli acquisti che per quest’anno dovrebbero pareggiare la situazione del 2019». Però avverte: «Se ricomincia il terrorismo sui contagi, le spese si bloccano». Milano è la città del turismo business e forse meno esposta ai cambiamenti normativi. Il termometro vero della situazione invece si ha a Roma. «Il super lasciapassare ha avuto come effetto immediato di fermare le prenotazioni. È vero che i turisti, viaggiando in aereo e treno, devono già avere il pass, ma c’è anche una quota che si sposta con la propria auto. E comunque di fronte a questo ennesimo cambio di normativa, telefonano perplessi» afferma il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli. «Talvolta ci chiedono anche le previsioni sui futuri cambi di colore delle Regioni. Il continuo passaggio da un tipo di restrizione all’altra ha indotto la clientela, soprattutto straniera, a prenotare all’ultimo momento». Dilaga il last minute? «Direi che ormai le camere si vendono last second». Impossibile quindi stimare quello che accadrà dopo l’Epifania che è il periodo tradizionalmente segnato dall’arrivo degli stranieri nelle città d’arte e sulle Alpi per le settimane bianche.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
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