Il 10 dicembre 2021 in Germania si sono registrati 510 decessi da Covid 19. Il 10 dicembre 2020 in Germania si registrarono 604 decessi da Covid 19. I numeri dovrebbero essere la cartina di tornasole di qualunque azione sanitaria, politica, economica etc. Ovviamente nel 2020 nessuno in Germania era vaccinato, ad oggi in Germania la percentuale di vaccinati è del 69,5% (fonte Reuters). Cosa significano questi numeri? Ognuno probabilmente li interpreta come vuole, sta di fatto che se dopo un anno di vaccinazione di massa i risultati sono questi buon senso imporrebbe di fermarsi un attimo e valutare se la strategia messa in atto sia quella più efficace possibile. L’Italia ha numeri molto migliori rispetto a un anno fa; il 73,4 % della popolazione è vaccinato (non molto di più della Germania quindi, il dato è sul totale della popolazione, non sugli over 12), i morti dell’11 dicembre 2021 son stati 96, i morti del 12 dicembre 2020 furono 761. Tutto bene quindi? Siamo i più bravi, e i tedeschi ci guardano con ammirazione perché siamo riusciti a ridurre il numero delle vittime in maniera più radicale? Nonostante quello che dicano i detrattori dei numeri, c’è da augurarsi che tale assunto sia vero, ma c’è da temere che entro pochi giorni la situazione italiana sia destinata a peggiorare in maniera significativa . La situazione è esattamente come un anno fa; nulla si è fatto per aumentare la dotazione di posti letto e di terapie intensive negli ospedali, con l’ag - giunta che rispetto a un anno fa migliaia di medici e infermieri hanno rinunciato al lavoro pur di non sottoporsi al ricatto vaccinale. E così ancora una volta la responsabilità della gravità della situazione (che tutti si augurano non precipiti) viene data alla popolazione, prima a chi festeggiava in piazza, poi a chi protestava in piazza, a chi non si sottoponeva al vaccino e tra poco a chi non si vorrà sottoporre al richiamo per mille motivi, più o meno legittimi ma comunque da rispettare. Il punto è quindi che il cittadino non può più permettersi di ammalarsi, perché il sistema sanitario non è in grado di reggere l’urto di ondate di mal at i . Nel 1980, subito dopo l’isti - tuzione del Servizio sanitario nazionale (1978), in Italia esistevano 922 posti ospedalieri ogni centomila abitanti, oggi sono 275. Q u a ra nt’anni di tagli, di fusioni di ospedali stanno creando un paradosso; il sistema sanitario deve essere tutelato dai cittadini. Da molti anni ormai si sostiene che il medico di base sia una figura inutile, ormai un passacarte che non fa altro che prescrivere farmaci e esami diagnostici dove le macchine decidono della tua salute; tutte le fondamenta dell’istituzione del Servizio sanitario nazionale, fondate sulla prevenzione, sono state buttate alle ortiche. È la tecnologia, non il medico , ormai, che ti visita e ti cura; il grande reset va in questa direzione, il cittadino viene catalogato con il suo fascicolo sanitario dalla culla alla tomba e non può esimersi da ciò che è scritto nel suo fascicolo, non tanto per il suo benessere personale, quanto per il benessere pubblico e per non creare pressione al sistema s a n i ta r io. Una totale disumanizzazione del rapporto, un aspetto dello Stato tecnoetico che si sta teorizzando, dove l’individuo elemento centrale di tutta l’evoluzione della cultura occidentale degli ultimi duecento anni scompare, in una deriva cinese, verso l’annientamento come fattore insignificante di un disegno più grande. In questa logica impossibile remare contro il manovratore; la democrazia diventa sempre di più un ridicolo simulacro di partecipazione fine a se stessa; chiunque venga eletto non può sterzare il volante, sarebbe immediatamente rimosso. Tr u m p, Bolsonaro e altri leader eletti democraticamente (fino a prova contraria erano legittimamente rappresentanti dei loro popoli) sono stati massacrati per aver provato a cambiare direzione al treno in corsa. Mario Draghi che non stringe la mano a B ol s o n a ro durante il G20 è un episodio inquietante; si incontra tranquillamente il presidente cinese con baci e abbracci, si fanno affari con i sauditi, con Al Sisi, e con qualunque farabutto sul pianeta, ma Bolsona - r o, eletto democraticamente da milioni di brasiliani, è il male assoluto. Ci sarebbe da riflettere molto sulla deriva che il mondo ha intrapreso, ma siamo in uno stato di emergenza, la democrazia non importa più a nessu n o.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
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