STUPIDA RAZZA

giovedì 14 aprile 2022

Guerra e prezzi, la Germania dimezza le stime di crescita

 

Una sforbiciata che quasi dimezza la crescita tedesca quest’anno a causa della guerra in Ucraina e del colpo di coda della pandemia: il Pil della Germania salirà del 2,7% nel 2022 e non più del 4,8% stimato in autunno. I dati potrebbero peggiorare in caso di blocchi dell’import di gas russso.Una sforbiciata che quasi dimezza la crescita tedesca quest’anno a causa della guerra in Ucraina e del colpo di coda della pandemia: il Pil della Germania aumenterà del 2,7% nel 2022 e non più del 4,8% come previsto lo scorso autunno. E crescerà del 3,1% nel 2023. A tagliare drasticamente i pronostici di crescita del primo Pil in Europa sono stati ieri i cinque più importanti istituti economici in Germania (DIW Berlino, Ifo Institute Monaco, IfW Kiel, IWH Halle e RWI Essen) nelle stime di primavera che aggiornano il rapporto autunnale e che vengono utilizzate dal governo per programmare i conti pubblici. «L’economia tedesca sta navigando in acque difficili e con la più alta inflazione degli ultimi decenni», hanno commentato gli economisti, menzionando i colli di bottiglia, il peso della guerra sulla domanda e sull’offerta, le tensioni sull’energia tra i fattori che frenano il Pil. Nelle previsioni pubblicate ieri, l’inflazione 2022 è stimata al 6,1%, leggermente più elevata del 6% previsto dalla Bundesbank. Si tratta del valore più alto degli ultimi 40 anni. Il tasso di disoccupazione resta invariato al 5%. Ma c’è di peggio. In un secondo scenario previsto dai cinque istituti nel caso di blocco della fornitura di gas russo alla Germania, che sia deciso dal governo Scholz o dal presidente Putin, emerge una «forte e brusca recessione» con Pil all’1,9% quest’anno e al -2,2% l’anno prossimo: -0,5% nel primo trimestre 2023, -4,5% nel secondo e -0,3% nel terzo prima di rimbalzare a +5,3% nel quarto. Nelle due annate, 2022 e 2023, il blocco sul gas russo può costare alla produzione in Germania 220 miliardi, pari al 6,5% della produzione economica annuale. In questo scenario con embargo sul gas russo, l’inflazione tedesca schizzerà al 7,3% nel 2022 e al 5% nel 2023. E la disoccupazione crescerà fino al 6% nel 2023. Una rottura del rapporto commerciale tra la Germania e la Russia preoccupa anche per le sue implicazioni sulla stabilità finanziaria su larga scala. In un’intervista a Cnbc, il capo economista di S&P’s Paul Gruenwald ha ammonito contro il rischio di un macro shock finanziario nel caso di rottura dei rapporti commerciali tra Germania e Russia: perché questo fermo avrebbe a cascata ripercussioni negative sull’industria manifatturiera tedesca, abbassando il Pil e l’occupazione. Sarebbe l’ago che fa muovere la bilancia del Pil mondiale. Il rapporto dei cinque istituti tedeschi dedica ampi riferimenti alla Russia. Il commercio della Germania con la Russia è diminuito significativamente dopo l’annessione della Crimea nel 2014. La Germania resta tuttavia ancora dipendente dalla Russia, soprattutto nel settore energetico, viene sottolineato. Sul lato delle esportazioni, la quota della Russia è scesa al 2% circa dal 2015: fornitura principalmente di macchinari, auto, prodotti chimici e farmaceutici. Sul lato delle importazioni dalla Russia, la quota è del 2,8% nel 2021, di cui tre quarti in prodotti energetici. Il 25% circa delle importazioni totali di energia della Germania proviene dalla Russia.

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