STUPIDA RAZZA

lunedì 6 dicembre 2021

Chi impone le punture ai piccoli calpesta la famiglia e la decenza

 

Nonostante tanti esperti
invochino cautela, la pro-
paganda per le vaccinazio-
ni ai bimbi è martellante.

In Canada, il premier Tru-
deau si è persino rivolto ai
piccoli in un surreale vi-
deo. Come con Bibbiano,
persiste la convinzione, ca-
ra alla sinistra, che lo Stato
possa arrogarsi il diritto di
decidere per i minori. An-
che scavalcando i genitori.Mancava solo

l a t e l e ve n d i t a
dei vaccini rivol-
t a a i b a m b i n i
piccolissimi. La
«lacuna» è stata
colmata, in un surreale vi-
deomessaggio esplicitamen-
te indirizzato ai bimbi, dal
premier canadese Jus ti n
Tr udeau: «Potrete avere il
vostro vaccino appena arri-
verete a 5 anni. So che siete
eccitati, so che siete deside-
ro s i ...».
Non è uno scherzo. E non
si tratta di un videoclip per
pubblicizzare caramelle o
giochi o articoli sportivi, o
per anticipare larrivo dei re-
gali di Babbo Natale. No, era
ed è un video, divenuto vira-
le, in cui un primo ministro si
abbandona ad una incredibi-
le leggerezza, trattando una
f ac c e n d a d e l ic at i s s i m a e
controversa con un tono da
animatore di villaggi turisti-
ci, con una superficialità che
davvero non gli fa onore, per-
fino al di là dellopinione di
ciascuno sul merito della vi-
cenda.
Ci sarà da sorridere la
prossima volta in cui il net-
work politico progressista, a
cui Tr ud eau appartiene, evo-
cherà il «principio di precau-
zione», divenuto molto spes-
so il parametro al quale ade-
guare politiche e soluzioni.
Ecco, proprio stavolta, quan-
do
la precauzione sarebbe
massimamente necessaria,
si procede invece senza alcu-
na incertezza, senza alcun
caveat, senza alcuna caute-
la.

Il fatto che scienziati e co-
mitati scientifici di mezzo
mondo siano divisi; il fatto
che moltissime ed autorevoli
voci segnalino come il calco-
lo costi/benefici della vacci-
nazione, applicato ai bimbi
piccolissimi, dia un esito per
lo meno allarmante (rischi
scarsi o nulli dal Covid, e in-
vece rischi contenuti ma tut-
taltro che irrilevanti deri-
vanti dagli eventuali effetti
avversi del vaccino), non
sembra aver fermato Tr ud e -
au . Né, qui in Europa e in
Italia, sembra aver fermato
quanti si stanno trasforman-
do in propagandisti di una
vaccinazione - quella rivolta
ai bambini piccolissimi - che
dovrebbe essere affrontata
con delicatezza e con un so-
vrappiù di riflessione. A me-
no di accontentarsi di trial
realizzati su appena 1.300
bimbi, prima dellauto r i z za -
zione: un numero piccolissi-
mo, più o meno il campione
di un sondaggio dopinione, e
comunque una cifra non ido-
nea a intercettare ed eviden-
ziare subito gli eventuali ef-
fetti avversi più gravi e in-
qu ieta nt i .
A ben vedere, ci sarebbero
due approcci possibili a que-
sta scottante materia. Il pri-
mo, rispettoso della libertà
dei genitori e delle famiglie,
sarebbe quello di fornire ai
cittadini, ai papà e alle mam-
me, la più ampia e onesta in-
formazione possibile.
Citare
i benefici ma anche i rischi,
evocare gli aspetti positivi
ma pure le eventuali reazioni
avverse. E, su questa base,
affidare ai genitori una scelta
libera e consapevole.
Avreb-
be detto Luigi Einaudi: «Co-
noscere per deliberare». In
altre parole, in questa prima
(e auspicabile) prospettiva,
allo Stato spetterebbe solo il
compito di fornire uni n fo r -
mazione imparziale, artico-
lata e contraddittoria; e alle
famiglie lonere della scelta.
Con ottime ragioni per orien-
tarsi liberamente in un senso
o nella l tro.
Il secondo approccio è
quello che invece sembra es-
ser prevalso in troppi paesi, a
partire dal nostro: e cioè una
campagna univoca e martel-
lante, con le voci contrarie
aggredite e presentate come
in odore di eresia.
Quasi si
fosse in presenza di dogmi, di
verità rivelate, di credenze
re l i g io s e.
A ben vedere, questa se-
conda impostazione cela
u nulteriore insidia concet-
tuale, già emersa in tutta l tro
contesto - inutile nasconder-
lo - ai tempi della vicenda di
Bibbiano, ben al di là delle
vicende giudiziarie in cui al-
cuni protagonisti sono tutto-
ra rimasti impigliati. Limpo-
stazione culturale di alcuni -
allora e ora - è quella secondo
cui i bimbi «appartengano»
allo Stato, e che lo Stato (una
volta attraverso un giudice,
u naltra volta attraverso il
ministro della Salute pro
tempore) possa arrogarsi il
diritto di assumere decisioni
letteralmente vitali. Anche
scavalcando i genitori.
Anzi,
trasformando i genitori in
soggetti da cui il minore va
protetto. Come se fosse lo
Stato, lapparato pubblico, il
garante delle migliori deci-
sioni possibili per un bimbo.

È una concezione illibera-
le, pericolosa, aberrante, che
calpesta e travolge il valore
della famiglia, il senso della
maternità e della paternità,
la sfera ultima in cui la volon-
tà dei singoli dovrebbe essere
protetta dallarbitro dei po-
teri pubblici. Tutte cose che
ai dogmatici, agli autoritari,
e, diciamolo pure, ai comuni-
sti (ex, neo e post, comunque
travestiti e mascherati), non
stanno minimamente a cuo-
re.


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