I diversamente giovani se la ricorderanno: «La festa appena cominciata è già finita». Cantava Sergio Endrigo. Per il turismo va così. A Roma il presidente di Fedarlberghi, Giu - seppe Roscioli, è ultimativo: «Il futuro è drammatico. Ci aspettiamo ulteriori chiusure dopo gli ultimi provvedimenti del governo, gli hotel che attendevano la primavera per provare a ripartire potrebbero definitivamente rinunciare: il rischio concreto è quello di perdere per sempre un enorme e storico patrimonio di imprese e occupati del settore». È il primo risultato a caldo d el l ’ordinanza di Rober to Speran za , ministro della Salute che chiude le frontiere e impone la quarantena. Un provvedimento che innesca una polemica da parte del ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, di solito restio a parlare: «Le restrizioni sono state adottate con troppa fretta». Sa benissimo, Garava g l i a . che oltre agli alberghi in sofferenza, al contraccolpo sulla stagione invernale ci sono interi comparti del turismo (agenzie e di viaggio, tour operator e vettori) che sono sull’orlo della chiusura. In montagna si erano appena preparati a una stagione di rinascita ed ecco il «contrordine compagni» del governo. Appena firmata l’or - dinanza del ministro della Salute sono crollate le prenotazioni estere e sono fioccate le disdette. In Friuli Venezia Giulia e Veneto le località sciistiche hanno subito migliaia di no show. Federalberghi e Federturismo del Nordest sono su tutte le furie. La Cgil del Trentino ha già emesso una nota in cui esprime preoccupazione per la tenuta occupazionale del settore del trasporto su fune. L’assessore trentino al turismo, Roberto Fallion i, critica l’improvvisa decisione del governo, dalla Val di Fassa Fausto Lorenza dell’Ap t spiega che la stagione era partita bene, ma ora si è fermata del tutto. In Alto Adige gli albergatori sono molto preoccupati. Già sono mancati i turisti italiani dopo l’annuncio delle zone rosse, ma chiusa l’Austria si preparavano a ricevere i tedeschi. Appena uscita l’ordinan - za di Roberto Spe ra n za , loro hanno perso la speranza. Secondo i primi calcoli ci sono 11 milioni di prenotazioni congelate per il periodo natalizio, la proroga dello stato di emergenza mette a rischio le settimane bianche e sono già stati cancellati 3 milioni di viaggi. Bernabò Bocca, presidente di Fedralberghi, è «sconcertato e allibito: questa è una mazzata definitiva. Sono bastate poche ore e sono fioccate le disdette. Stiamo dando l’imma - gine di un Paese in emergenza quando in realtà stiamo meglio di tutti». Il tracollo è visibile soprattutto nelle città d’ar - te. Federalberghi ha fatto sapere che finora gli hotel ci hanno rimesso 24 miliardi. È vero che l’estate aveva dato una boccata di ossigeno, però il bilancio degli undici mesi di ques t’anno resta negativo: un calo del 52,8% per i turisti stranieri e del 16% per gli italiani rispetto al 2019. Particolarmente grave la situazione in tre città simbolo: Roma, Venezia e Firenze. A Roma il ponte dell’Im - macolata - tradizionalmente un periodo di altissima stagione - si è consumato con gli alberghi vuoti al 60%. Un indagine di Banca d’Italia ha certificato il nuovo flop del turismo. Da gennaio ad agosto la spesa dei turisti stranieri in Italia è crollata del 61,4%, da 30,7 a 11,9 miliardi di euro. L’occupazio - ne delle camere nello stesso periodo è del 31,8% a Roma, del 34,4% a Venezia, del 34,5% a Firenze e del 35,4% a Milano. In totale in Italia sono mancati 146 milioni di presenze. A questa ecatombe non si sottraggono neppure i ristoranti. La Fipe Confcommercio dice che a Natale saranno aperti il 64% dei locali che attendevano circa mezzo milione di persone ma «le prime disdette iniziano ad arrivare anche se sono ancora poche. Il 4,4% degli imprenditori segnala passi indietro. Tuttavia il quadro è in rapidissimo deterioramento. Ad alimentare le incognite, si aggiungono da un lato il peggioramento dell’emergenza sanitaria, dall’a l tro il nuovo super green pass. Il 48,1% dei ristoratori prevede un impatto significativo del provvedimento sul totale delle prenotazioni». Il periodo di Natale e Capodanno per la ristorazione rappresenta oltre il 10% degli incassi di tutto l’an - no. Già oggi stimano di rimetterci quasi 2 miliardi rispetto alle previsioni. La festa è già f i n i ta .
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
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