STUPIDA RAZZA

lunedì 20 dicembre 2021

Già in vista l’iniezione ai neonati

 

Tra prenotazioni e punturine è partita la campagna vaccinale nei confronti degli under 11. Dosi ai più piccoli non sono state ancora somministrate in Regioni come Umbria, Basilicata e nelle Provincie autonome di Trento e Bolzano, dove però da ieri si possono richiedere. «Con circa 70.000 prenotazioni abbiamo già superato il 10% della platea vaccinabile» ha fatto sapere la vicepresidente della Regione Lombardia, Letizia Moratti . Ad ogni bambino, vaccinato prima di Natale, viene regalato un ingresso gratuito a Gardaland e subito dopo la punturina riceve il «Certificato di valore» su cui, a fianco del nome si legge «ha dimostrato il merito di aver intrapreso una missione straordinaria contro il coronavirus». Nel segno della Pimpa, la cagnolina a pois disegnata da A lta n , è partita la vaccinazione in Toscana, con tanto di gadget; palloni per i maschietti e bambole per le bambine hanno contrassegnato la prima giornata di iniezioni a Napoli, mentre in Puglia ieri in mattinata sono iniziate le somministrazioni a 200 bimbi fragili negli otto ambulatori a ll ’ospedale pediatrico Giovanni XXIII. I messaggi tranquillizzanti si sprecano, la volontà del governo è di arrivare a convincere quanti più genitori possibili sulla bontà di un vaccino in quella fascia di età, malgrado la malattia dia pochi e rari problemi ai più piccoli. Mentre le siringhe sono tutte puntate sui bambini 5-11 anni, c’è chi non si accontenta e pensa a vaccinare i lattanti contro il Covid. «Confidiamo che già entro fine marzo prossimo possa arrivare anche il vaccino per i più piccoli. Attendiamo con grande fiducia il lavoro della scienza, che ogni giorno ci mette a disposizione le armi giuste per contrastare la pandemia», ha detto il sottosegretario alla Salute A n d rea C o s ta , intervenuto in diretta alla trasmissione Un o Mattina, su RaiUno. Il sistema immunitario dei bambini è molto diverso da quello degli adulti e le loro risposte immunitarie possono variare a seconda della età, non si comprende questa frenesia di vaccinare categorie non fragili. A settembre l’am - ministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, aveva affermato che i risultati della sperimentazione per i bambini più piccoli, dai due ai quattro anni, sarebbe stato disponibile entro un paio di mesi. «Prima della fine dell’anno», quindi a breve. Il quotidiano Chicago Tribune ha appena pubblicato un servizio sulle sperimentazioni in corso del vaccino Moderna nei bimbi da sei mesi a quattro anni al Lurie Children’s hospital, l’ospedale pediatrico di Chicago specializzato nelle cure di neonati, bambini, adolescenti. Elena Rosales, di tre anni, è una volontaria. Si fa per dire, l’ha messa nel trial clinico la madre, Mariaelena Lozano, e la piccola è già alla seconda dose. La donna e il suo compagno hanno contratto il Covid19 all’inizio di agosto, entrambi erano completamente vaccinati. A tre partecipanti su quattro allo studio viene somministrato il vaccino Moderna, mentre un quarto dei volontari riceve un placebo. Si tratta di circa 120 bimbi e neonati di Chicago. Lo studio è in cieco, il che significa che i partecipanti e i loro genitori non sanno se hanno ricevuto l’im - munizzazione o meno. L’inie - zione viene fatta nelle cosce «perché non hanno tanto tessuto nella parte superiore delle braccia». Lurie ha iniziato ad arruolare bambini nello studio a febbraio e sta ancora reclutando partecipanti. Eppure «i bambini e gli adolescenti di solito mostrano sintomi minori e più lievi di infezione da Sars-Cov-2 e hanno meno probabilità degli adulti di soffrire di Covid-19 grave», ha dichiarato a fine novembre l’Oms. «Poiché i bambini e gli adolescenti tendono ad avere una malattia più lieve rispetto agli adulti», ha aggiunto «è meno urgente vaccinarli rispetto alle persone anziane, a quelle con condizioni di salute croniche e agli operatori san i ta r i » .

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