Siamo a 17 mesi su 18 di
rialzi sostenuti dei prezzi
delle principali
commodities alimentari.
L’indice benchmark della Food
and Agriculture Organization
(Fao, Food Price Index Fpi) ha
registrato un +40% da maggio
2020, raggiungendo i livelli
elevatissimi caratteristici delle
gravi crisi alimentari del passato
(2007-08 e 2011-12). La spinta,
prima limitata ai prezzi di oli
vegetali (tra cui l’olio di palma) e
cereali, ora ha coinvolto carne,
prodotti caseari e zucchero. La
“bolletta alimentare” globale
data dai costi delle importazioni
nel 2021 è destinata a toccare un
valore record superiore ai 1.800
miliardi di $, quasi il 20% in più
dal 2020.A destare particolare preoccu-
pazione è l'andamento dei
prezzi dei prodotti cerealico-
li destinati all'alimentazione uma-
na. Secondo la Fao mediamente
nel mondo circa 1.250 calorie
giornaliere vengono ricavate dal
consumo di cereali su 2.900 totali
(il 43%). Nei Paesi in via di sviluppo
questo dato arriva a sfiorare il 56%.
I due terzi delle calorie vengono
fornite da soltanto due tipologie di
cereali, il riso ed il grano. Fortuna-
tamente il prezzo del riso, una delle fonti primarie di calorie nei
Paesi in via di sviluppo, non ne
risente ed è in leggero declino.
Se fino a qualche mese fa si
poteva ritenere il rialzo transitorio
e legato alla ripresa progressiva
dell’economia mondiale, adesso
sta diventando centrale il legame
tra crisi energetica sul mercato del
gas e inflazione alimentare. In
poco più di 12 mesi il costo del
trasporto merci via mare è salito
mediamente del 300% sulle princi-
pali rotte transoceaniche, mentre il
prezzo dei fertilizzanti agricoli più
utilizzati nella coltivazione inten-
siva di cereali ha registrato un
aumento del 100% dopo anni di
stabilità. Urea (+182%) e fosfato di
diammonio (+181%) risultano i
componenti più interessati da
rincari. In genere l'intensità di
utilizzo dei fertilizzanti è elevata nella produzione di grano, mais ed
orzo e minore in quella del riso.
C'è una ragione per questo
aumento improvviso: la sintesi dei
fertilizzanti agricoli basati sull’am-
moniaca è caratterizzata da pro-
cessi chimici energivori, in cui
l’utilizzo del gas la fa da padrone.
Storicamente le oscillazioni del
prezzo del gas naturale (linea
gialla) provocano degli effetti
amplificati sui prezzi dei fertiliz-
zanti (linea blu). A cascata, prezzi
dei fertilizzanti più alti si ribaltano
con un lag temporale di alcuni
mesi sul costo dei cereali (linea
rossa). L’arrivo della stagione
fredda nell’emisfero nord sta
tenendo alta la tensione sul merca-
to del gas. Solo pochi giorni fa sulla
borsa di Amsterdam sono stati
registrati record oltre i 100 € per
megawatt/ora, in previsione di una fisiologica discesa delle tem-
perature a dicembre ed in un con-
testo di livelli molto bassi delle
riserve. Come conseguenza le
grandi industrie produttrici di
concime agricolo hanno dichiarato
che nei prossimi mesi in condizio-
ni avverse potrebbero non essere
in grado di evadere tutte le richie-
ste. Non stupisce quindi che i
produttori di cereali stiano antici-
pando gli ordini stagionali di
fertilizzanti in previsione dei
raccolti 2022, incrementando le
pressioni al rialzo dei prezzi nel
momento peggiore.
Mai come oggi le connessioni
implicite tra l’agricoltura intensi-
va, fertilizzanti e consumo di
idrocarburi appaiono evidenti, con
risvolti critici per il proseguimento
della ripresa globale.
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