Super green pass o super
caos? Il dilemma non è ozioso,
vedendo quanti nodi restano
irrisolti rispetto all’i ntro du-
zione, a partire da domani, del
passaporto sanitario rafforza-
to. Se tante risultano le critici-
tà, ce n’è una che, per gravità,
svetta sulle altre: quella dei
controlli. Il potenziamento
del certificato verde, che le
nuove misure hanno allargato
a vari ambiti, passa infatti per
verifiche costanti in ristoran-
ti, bar, treni, palestre, locali e
ora pure hotel e tutti i mezzi di
trasporto pubblico, bus e me-
tro inclusi.
Il premier Mario Draghi ha
fatto sapere che della questio-
ne «è stata investita la mini-
stra dell’Interno» e che «le for-
ze dell’ordine saranno mobili-
tate in modo totale», data la
necessità di potenziare i con-
trolli «con un impianto diver-
so dal passato». Bene, ma in
concreto? Dal vertice tra il Vi-
minale, prefetti, vertici di po-
lizia e Carabinieri, tenutosi
pochi giorni fa, pare sia uscita
solo una prima bozza sul pia-
no dei controlli che dovrebbe
scattare da lunedì. Non si na-
viga quindi a vista, ma quasi.
L’unica opzione sono nuovi
«controlli a campione» e «mi-
sti» su bus e metro, come han-
no lasciato intendere ammini-
stratori come il sindaco di Ge-
nova, Marco Bucci; il che però
stride non poco col deciso
cambio di passo annunciato
da D ra g h i . D’altra parte, è pu-
re difficile che si possa far di
più, per una elementare que-
stione di numeri. Si prenda-
no, per fare un esempio, i bus
nella Capitale: sono 200.000,
per un totale di 350.000 pas-
seggeri al giorno. I controllori
sono però 250 in tutta Roma. A
meno che il sindaco, Rober to
Gua ltie r i , non prenda a molti-
plicare i controllori come i pa-
ni e pesci di evangelica memo-
ria, sarà dura che i controlli
del super green pass possano
esser a tappeto. Impensabile,
del resto, che su mezzi pubbli-
ci spesso già strapieni possa-
no salire squadre di agenti. Ne
vedremo dunque delle belle, e
non solo a Roma.
Stessa musica sui treni, da-
to che, se da un lato sappiamo
che, da lunedì - con l’entrata in
vigore dell’obbligo, su questo,
del green pass «base» - biso-
gnerà esibire almeno il tam-
pone negativo, dall’altro non è
chiaro come tale verifica po-
trà essere fatta, a meno di non
riempire i vagoni di agenti o di
non oberare i controllori. Sen-
za poi dimenticare che non so-
no ben le chiare le conseguen-
ze che potrebbe avere, per un
viaggiatore, il mancato super
certificato: il convoglio verrà
bruscamente fermato o si pro-
cederà con la prima fermata
utile, oppure si consentirà co-
munque al trasgressore d’ulti -
mare la tratta? Chi vi vivrà, ve-
d rà .
Di chiarezza non si può par-
lare neppure su un altro fron-
te caldo, quello dei esercenti,
categoria già martoriata dai
lockdown e che alla mansione
da gendarme non ha mai guar-
dato con entusiasmo, anche
per il timore di giocarsi la
clientela. Rispetto a ciò, il mi-
nistro L a m o rge s e ha già fatto
capire che la svolta sui con-
trolli, in realtà, sarà poco più
che una raccomandazione.
«Ho chiesto ai prefetti di coin-
volgere tutti i soggetti interes-
sati», sono state le sue parole,
«raccomandando loro d’i n-
tensificare il confronto con i
rappresentanti delle associa-
zioni di categoria degli eser-
centi anche al fine di sviluppa-
re una capillare opera di sen-
sibilizzazione dei propri ade-
re nt i » .
Morale della favola, si scari-
cheranno in toto sugli eser-
centi onori e oneri del super
green pass. Uno strumento
del quale l’unica cosa sicura, a
questo punto, restano le san-
zioni, da 400 a 1.000 euro sia
per passeggeri sprovvisti sia
per i gestori di bar o ristoranti
che non effettuassero i con-
tro l l i.
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