Si fa sempre più pressante la determinazione di Mosca ad avere dalla Nato la garanzia che ogni ulteriore espansione a Est verrà bloccata. Mentre si prepara a presentare nei prossimi giorni un elenco di proposte di discussione con i Paesi membri dell’Alleanza Atlantica, la Russia avverte che se non si terrà conto delle sue preoccupazioni, un confronto armato sarà inevitabile. Lo ha ripetuto ieri in un’intervista Sergej Rjabkov, vice ministro degli Esteri: Mosca, ha detto, sarà costretta a schierare nella Russia europea missili nucleari a raggio intermedio, se la Nato si dimostrerà pronta a fare altrettanto. Il dispiegamento dei missili a cui fa riferimento Rjabkov era stato proibito nel 1987 dal Trattato Inf (Intermediate-range nuclear forces) concordato da Ronald Reagan e Michail Gorbacëv. Poi, nel 2019, gli Stati Uniti di Donald Trump abbandonarono il Trattato, accusando la Russia di non rispettarne i termini. E ora secondo il viceministro Rjabkov ci sono «indicazioni indirette» che l’Alleanza stia per riportare i missili: a partire dalla riattivazione nel novembre scorso a Wiesbaden, in Germania, del 56° Comando di artiglieria, l’unità che durante la guerra fredda gestiva i missili Pershing. «In assenza di progressi verso una soluzione politica e diplomatica di questo problema, la nostra risposta sarà di natura militare», ha chiarito Rjabkov. Smentendo ancora una volta l’intenzione di invadere l’Ucraina, Rjabkov ha parlato invece di un «confronto» in cui «quelle risorse» appariranno anche sul fronte russo. «Al momento non ce ne sono - ha detto il vice ministro russo - per noi c’è una moratoria unilaterale. Invitiamo la Nato e gli Usa a farne parte». E tuttavia Rjabkov parla di «totale mancanza di fiducia» nella Nato: «Non accettano di fare nulla che possa aumentare la nostra sicurezza, pensano di poter fare quello che gli serve, e che a noi non resti altro che inghiottire tutto. Non continuerà così». Affermando che non ci saranno nuovi missili americani in Europa, la Nato ha detto di essere pronta a contrastare in modo «misurato» e con armi convenzionali eventuali nuovi missili russi.
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
STUPIDA RAZZA
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