STUPIDA RAZZA

sabato 18 dicembre 2021

La pandemia crea esclusione. Povertà in crescita

 

Paura e pessimismo, disagio psicologico e nuove povertà: è la regressività sociale dovuta alla pandemia ancora in corso, descritta nel Terzo Rapporto Censis-Tendercapital «Inclusione ed esclusione sociale: cosa ci lascerà la pandemia»,(DISTRUZIONE !) presentato mercoledì scorso a Roma. Si tratta di un quadro a tinte fosche che caratterizza, e lo farà anche nel prossimo futuro, le opinioni degli italiani, in particolar modo quelle dei gruppi sociali più vulnerabili. Nella percezione dei cittadini, dunque, l’emergenza sanitaria si va imponendo come un fatto prolungato nel tempo. «Dopo un anno e mezzo di pandemia gli effetti negativi continuano – secondo il Presidente di Tendercapital, Moreno Zani (foto a sinistra) - determinando sempre maggiori disparità sociali, paure e nuove esclusioni. In tale contesto, affiorano le richieste di interventi per aiutare le fasce più deboli della popolazione». Un altro fatto preoccupante che il Rapporto sottolinea è quello relativo all’esclusione digitale che vede il 16,5% degli italiani privo di una connessione a internet. Secondo Zani «questo è un dato che desta allarme e, per questa ragione, occorre un accesso alla rete libero per tutti, con un costo addebitato alla fiscalità generale, alle grandi aziende tech e ai grandi patrimoni». La ricerca indica altresì come la pandemia abbia acutizzato problemi risalenti nel tempo, uno fra tutti quello del numero di famiglie in povertà assoluta, aumentate del 104% rispetto a dieci anni fa. «Il senso di incertezza, di vulnerabilità e di finitudine, avvertito in particolar modo tra i giovani, sta generando impoverimento e disparità sociale. Per tale ragione – secondo il Presidente di AdEPP e di Enpam Alberto Oliveti(foto a destra)- nel futuro post pandemico è necessario avere un approccio inevitabilmente one health che dovrà impegnare tutti, in un approccio globale, nella cura della salute umana, del benessere animale e del clima». È per tutti evidente che il virus ha accentuato i disagi e le povertà degli italiani; in tale contesto le strategie da adottare, secondo i dati del Rapporto, sono quelle legate alla creazione di posti di lavoro. «Una delle priorità è eliminare la cultura dei sussidi per attuare investimenti capaci di coinvolgere i giovani non moltiplicando i sussidi», spiega il professor Giuseppe De Rita. Per il Presidente del Censis, infatti, «il modello sociale italiano, fatto di famiglie, reti sociali e welfare pubblico, ha dato buona prova nell’emergenza, ammortizzando altresì i costi sociali».(QUELLO CHE VOGLIONO DISTRUGGERE !) 

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