Non potendo imporre agli italiani un altro lockdown natalizio, e non volendosi limitare al consueto e quotidiano spargimento di panico, i nostri televirologi si sono scatenati da settimane con consigli non di rado involontariamente comici, autentiche perle che trasformerebbero le feste in un vero e proprio psico-Natale. Roba da infermieri in casa: non per problemi respiratori, però, ma per un ricovero immediato di tutto il nucleo familiare presso il più vicino centro di igiene mentale. Lanciato sulle rime il sonettista Nino Cartabellotta, che si è poeticamente esibito sui social. Giudicate voi: «A Natale una grande tavolata solo se parentela tutta vaccinata». E ancora, con un tocco di sadismo emergenzial-segregazionista: «Per il cugino che non ha fatto il vaccino, solo un tramezzino nello stanzino». Purissimo spirito natalizio: rinchiudere il parente non vaccinato (e magari sanissimo e tamponatissimo), come se fosse un untore. Addirittura leggendario nel suo tremendismo Fabri - zio Pregliasco, che si è prodotto in un climax in quattro tappe. Prima tappa (18 ottobre). «I pranzi di Natale numerosi sarebbe meglio rimandarli all’anno prossimo. Meglio fare su Zoom o Skype, come stiamo facendo adesso». Quindi, Natale online, con saluto alla nonna dallo schermo di un tablet. Seconda tappa (8 novembre): il Natale può essere sereno solo con il richiamo vaccinale. Dunque, per radunare nonni e nipoti, «imprescindibili assolutamente sono le tre dosi di vaccino a tutti gli ultrasessantenni». E non è ancora abbastanza: a casa «è difficile dire di indossare la mascherina, ma cerchiamo almeno di mantenere l’attenzione nell’ifare sempre, non solo in epoca Covid), si affastellano prescrizioni evidentemente impossibili da rispettare, o tali da creare un surreale clima di sospetto e ostilità tra familiari. Al momento, mancano solo puntuali e dettagliatissime direttive sulla sistemazione dei pastorelli nel presepe, sul tampone obbligatorio per i re magi, e sulla quarantena obbligatoria per la Sacra Famiglia. E se per caso alla porta di casa di noi comuni mortali dovesse bussare Babbo Natale, non è ancora chiaro se occorrerà controllare il green pass sia suo sia delle renne. Giova precisare che stiamo scherzando. Non si sa mai, infatti: tra virologi e autorità sanitarie, qualcuno potrebbe prendere l’idea sul serio…
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
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