Dati in chiaroscuro sull’economia italiana. Secondo l’Osservatorio su lavoratori dipendenti e indipendenti dell’Inps, che integra i dati di circa il 95% degli occupati in Italia, esclusi i professionisti iscritti alle rispettive Casse previdenziali, nel 2020 il numero di lavoratori dipendenti e indipendenti è risultato pari a 25.630.000 unità, in leggera crescita rispetto al 2019 (+0,3%) nonostante i lockdown e i danni provocati dal Covid. Il reddito annuo da lavoro, invece, secondo i dati certificati dall’ente guidato da Pasquale Tridico ha subito un vero e proprio crollo: -6%. A causa della pandemia il numero medio di settimane lavorate nell’anno è diminuito, passando dalle 42,9 del 2019 alle 40,2 dell’anno successivo. Rispetto al 2015 l’au m e nto degli occupati è stato del 2,3%. Gli uomini rappresentano il 56% del totale, con un numero medio di settimane lavorate pari a 41,3 e un reddito medio annuo di 24.702 euro. Le donne invece hanno lavorato in media 38,8 settimane, con un reddito medio annuo di 17.929 eu ro. Nello specifico, tra il 2015 e il 2020, gli artigiani hanno perso circa 150.000 unità (- 9,1%), i commercianti 107.000 (-5,1%) e gli agricoli autonomi 15.000 (-3,4%). I dipendenti del settore privato sono scesi sotto i 15 milioni (-3,1%), mentre quelli pubblici sono cresciuti del 4%. Le persone pagate con voucher o con contratti occasionali, invece, sono balzate da 40.000 unità nel 2019 a 498.000 nel 2020. A livello territoriale, il 29,3% degli occupati è attivo nel Nord Ovest, seguono il Nord Est (22,7%), il Centro (21,2%), il Sud (18,4%) e le Isole (8,3%). Il dato che riguarda il calo dei salari è preoccupante soprattutto se si pensa che intanto l’inflazione ha ripreso a salire: secondo gli ultimi dati Istat, a novembre ha toccato il 3,7%. «L’i nflazione accelera nuovamente, portandosi a un livello che non si registrava da settembre 2008 (quando fu +3,8%)», spiega l’i s t i tuto in una nota, «e continuando a essere sostenuta soprattutto dalla crescita dei prezzi dei beni energetici, con l’accelerazione della componente non regolamentata che segue quella della componente regolamentata registrata a ottobre». Per i beni energetici si registra un aumento del 30,7%, ma sono cresciuti anche i prodotti alimentari lavorati (+1,4%) e non lavorati (+1,5%).
NEL 2012 NON CI SARA' LA FINE DEL MONDO IN SENSO APOCALITTICO,MA UN CAMBIAMENTO A LIVELLO POLITICO ED ECONOMICO/FINANZIARIO. SPERIAMO CHE QUESTA CRISI SISTEMICA ,CI FACCIA FINALMENTE APRIRE GLI OCCHI SUL "PROGRESSO MATERIALE:BEN-AVERE""ECONOMIA DI MERCATO" FIN QUI RAGGIUNTO E SPERARE IN UN ALTRETTANTO "PROGRESSO SPIRITUALE:BEN-ESSERE"ECONOMIA DEL DONO,IN MODO DA EQUILIBRARE IL TUTTO PER COMPLETARE L'ESSERE UMANO:"FELICITA' NELLA SUA COMPLETEZZA".
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